"Osvaldo Bagnoli non muore mai, perché il legame che ha creato con Verona e con il calcio italiano è indissolubile". Con queste parole il sindaco di Verona Damiano Tommasi, ex centrocampista gialloblù, della Roma e della nazionale, ha voluto ricordare l'allenatore che guidò l'Hellas alla conquista dello storico scudetto del 1985.

Tommasi ha rievocato la figura di Bagnoli non soltanto come tecnico leggendario, ma anche come uomo di grande concretezza e spessore umano.

Il ricordo dello scudetto del 1985

"Sono cresciuto con il mito di quello scudetto - ha raccontato Tommasi -, Bagnoli era un uomo parsimonioso con le parole, capace di andare dritto al punto: una qualità, la sua, quanto mai necessaria anche nella politica e nella società di oggi".

Il sindaco ha sottolineato come, con il passare degli anni, l'impresa realizzata dall'Hellas Verona sia apparsa ancora più straordinaria.

"Bagnoli ha avuto la capacità unica di responsabilizzare un gruppo, convincendo giocatori che forse non credevano di poter fare la storia a credere nell'impossibile", ha aggiunto Tommasi.

Le iniziative per conservarne la memoria

Guardando al futuro, il primo cittadino ha annunciato l'intenzione di promuovere iniziative concrete per rendere omaggio al tecnico.

"Osvaldo ha dato a questa città molto più di quanto Verona sia riuscita a restituirgli materialmente", ha affermato Tommasi, spiegando che l'amministrazione è già al lavoro per individuare un segno tangibile e duraturo dedicato a Bagnoli.

Tra le ipotesi indicate dal sindaco anche un possibile collegamento con il nuovo progetto dello stadio o con altre opere che possano rappresentare il riconoscimento già presente nel cuore dei tifosi veronesi.