Giancarlo Antognoni, storica bandiera della Fiorentina, ha rotto il silenzio per spiegare le motivazioni della sua assenza alla celebrazione del centenario del club viola. L'ex capitano ha categoricamente smentito l'ipotesi di una ripicca, legando la sua decisione a eventi risalenti a ben cinque anni fa, un periodo in cui il suo rapporto con la società subì una profonda incrinatura.

Con parole chiare e dirette, Antognoni ha voluto dissipare ogni dubbio: "Mi dispiace vedermi far passare per quello che non è voluto andare al centenario della Fiorentina senza una motivazione, solo per ripicca.

La motivazione c'è e si rifà a quanto accaduto cinque anni fa". Un chiarimento necessario per i tanti tifosi che hanno visto nell'assenza del loro capitano storico una ferita proprio nel giorno dedicato alla gloriosa storia del club e ai suoi protagonisti più emblematici.

La celebrazione del centenario e l'omaggio della società

Le celebrazioni per i cento anni della Fiorentina hanno visto la partecipazione di centinaia di ex glorie viola, tra allenatori e giocatori che hanno scritto pagine indimenticabili della storia del club. Nomi del calibro di Batistuta, De Sisti, Rui Costa, Dunga, Prandelli e Terim hanno animato la festa, ma l'assenza di Antognoni non è passata inosservata, tanto da essere richiamata anche durante l'intervento del presidente Joseph Commisso.

In quell'occasione, il presidente viola ha voluto sottolineare l'importanza di Antognoni, ribadendo che la maglia numero 10, simbolo eterno del campione, è stata ritirata per l'attuale stagione in suo onore. Commisso ha definito Antognoni "un campione che rappresenta la parte più nobile del nostro passato, ti voglio bene", esprimendo inoltre il desiderio di incontrarlo nei prossimi giorni per un chiarimento.

Le ragioni di un distacco: la ferita di cinque anni fa

Antognoni ha ribadito che la sua decisione di non partecipare non è stata affatto improvvisa, ma frutto di una riflessione profonda e di una ferita mai completamente rimarginata. "Ho sentito, ho visto, mi hanno detto, ma la decisione di non partecipare al centenario è maturata cinque anni fa non quando mi sono svegliato ieri mattina", ha precisato l'ex dirigente.

Ha ripercorso il periodo in cui ricopriva il ruolo di direttore tecnico, lavorando a fianco dell'allora dg Barone e del ds Pradè, un'esperienza che, a suo dire, lo vide poi progressivamente isolato all'interno della società.

Il momento cruciale, nella sua ricostruzione, fu la proposta di un incarico nel settore giovanile. "Avrebbe anche potuto interessarmi, ma non in quel momento. Quella proposta fu come mettermi alla porta", ha spiegato Antognoni, interpretando la mossa come un chiaro segnale di volerlo mettere ai margini. "È stato allora che ho deciso che non sarei andato al centenario della Fiorentina". L'assenza, dunque, è direttamente collegata a quella percezione di essere stato accantonato dopo il suo precedente ruolo di spicco.

Incontro con la proprietà: scetticismo e interrogativi

Riguardo all'ipotesi di un incontro chiarificatore con la proprietà, come auspicato dal presidente Commisso, Antognoni ha mantenuto una posizione di freddezza e scetticismo. L'ex capitano si è interrogato sul perché tale iniziativa arrivi solo dopo un lustro di silenzio, un periodo durante il quale, a suo dire, non ci sarebbero stati tentativi di riavvicinamento o di comprensione delle sue ragioni. La sua assenza, quindi, non è un atto di sfida, ma la coerente conseguenza di un percorso personale e professionale che lo ha portato a un distacco sofferto ma meditato.