La Cgil di Potenza ha sollevato una grave preoccupazione in seguito a un nuovo blackout verificatosi al Centro Oli Eni di Viggiano. L'episodio, avvenuto in un momento recente, ha causato l'emissione di fumo nero e una fiamma alta dalla fiaccola del sito, senza che venisse attivato alcun sistema di allarme o di sicurezza per i lavoratori dell’indotto impegnati nelle attività interne.
Questo rappresenta il secondo episodio simile in pochi giorni, un segnale allarmante per la sicurezza operativa. I lavoratori presenti nell'area, come riferito dal sindacato, hanno abbandonato gli impianti autonomamente, senza alcuna indicazione formale o assistenza da parte del personale di sicurezza di Eni.
La loro evacuazione è avvenuta per pura precauzione, replicando quanto già accaduto in precedenza: un'uscita dagli impianti priva di procedure di sicurezza formali attivate, quali allarmi sonori o avvisi tramite megafono.
La denuncia della Cgil: gravi rischi per la sicurezza
La Cgil ha definito l'accaduto un fatto grave, considerando gli elevati rischi intrinseci a un Centro Oli. Ulteriore motivo di preoccupazione è l'assenza di comunicazione e coinvolgimento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls), che non sono stati né convocati né informati sui fatti. Per questo motivo, il sindacato ha richiesto a Eni di fornire immediate e complete spiegazioni sull'accaduto.
Richieste di trasparenza e garanzie di sicurezza
L'episodio del blackout, con le sue manifestazioni di fumo e fiamma, ha evidenziato in modo critico la totale assenza di procedure formali di evacuazione e di comunicazione interna. Questi aspetti sono considerati elementi fondamentali e irrinunciabili per la gestione della sicurezza in un sito industriale ad alto rischio come il Centro Oli di Viggiano. La Cgil ha dunque sollecitato con fermezza una risposta trasparente e immediata da parte di Eni e delle istituzioni competenti, al fine di assicurare che vengano garantite condizioni di lavoro sicure e pienamente rispettose delle normative vigenti.
Le dichiarazioni del segretario Cgil di Potenza
Una conferma ulteriore ribadisce che si tratta del secondo blackout in pochi giorni, caratterizzato nuovamente dall'emissione di fumo nero e da una fiamma alta.
Viene ribadita con forza la denuncia della Cgil riguardo l'assenza di qualsiasi sistema di allarme per i lavoratori dell’indotto operanti all'interno del COVA. Il segretario della Cgil di Potenza, Emanuele De Nicola, ha apertamente definito la situazione un “fatto gravissimo”. Ha inoltre evidenziato che “nessun Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls) sia stato convocato o informato sui fatti da parte di Eni”, sottolineando la mancanza di coinvolgimento degli organismi preposti alla tutela dei lavoratori. La Cgil continua a esigere chiarezza e trasparenza assolute nelle procedure di sicurezza a protezione di tutti i lavoratori.