La Fifa ha ufficialmente presentato le sue scuse per la gestione del controverso progetto Fifa Forward Enterprise (FFE), un’iniziativa che prevedeva la potenziale cessione di una quota dei Mondiali a investitori privati. L’ammissione è giunta al termine di un significativo incontro tenutosi a Rabat, dove l’organizzazione ha riconosciuto che il processo che ha preceduto tale proposta avrebbe dovuto essere gestito in modo diverso. Questo riconoscimento evidenzia la necessità impellente di migliorare i processi interni e, in particolare, le dinamiche di comunicazione e interazione tra il Presidente, il Segretario Generale e il Consiglio di Amministrazione.
Contestualmente a questa autocritica, la Fifa ha riaffermato il suo pieno sostegno al presidente Gianni Infantino. A sua volta, Infantino ha ricambiato l’appoggio, esprimendo la propria fiducia nel Segretario Generale e nell’Amministrazione della Fifa. Ha inoltre sottolineato il lavoro “necessario ed eccezionale” svolto da questi ultimi nell’implementazione della sua visione strategica. Durante la riunione, è stato unanimemente riconosciuto il ruolo cruciale dell’Amministrazione per il successo della futura Coppa del Mondo 2026. È stato altresì evidenziato come una governance rafforzata e una visione unificata all’interno del management siano elementi imprescindibili per ristabilire la fiducia nell’organizzazione e per garantire una preparazione ottimale dei prossimi grandi eventi calcistici.
Ritiro della proposta FFE e impegno per una governance trasparente
La proposta FFE è stata formalmente ritirata, segnando un punto di svolta per l’organizzazione. La Fifa ha annunciato con fermezza che non verranno tollerati attacchi all’integrità, alla buona governance e al giusto processo decisionale. Per garantire che simili errori non si ripetano in futuro, è stata comunicata l’intenzione di avviare una revisione interna approfondita. Un rapporto dettagliato su questa revisione sarà presentato al prossimo incontro del Consiglio Fifa, a testimonianza dell’impegno per una maggiore trasparenza e responsabilità.
Durante l’incontro di Rabat, è stato concordato un piano d’azione per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei processi, delle comunicazioni e delle interazioni tra i vertici dell’organizzazione.
L’obiettivo primario di queste misure è rafforzare ulteriormente la governance e consolidare la fiducia, sia tra i membri interni che con gli stakeholder esterni alla Fifa.
Il contesto delle critiche e la risposta dell'organizzazione
La proposta FFE aveva in precedenza generato un’ondata di forti critiche a livello internazionale. Diverse importanti leghe europee, tra cui la Premier League, La Liga e la Serie A, avevano apertamente definito il piano “pericoloso”, invocando una radicale riforma della governance. Anche figure di spicco del mondo del calcio, come la leggenda Luis Figo, avevano pubblicamente chiesto le dimissioni di Gianni Infantino. Inoltre, alcuni consiglieri e membri dello staff si erano pubblicamente dissociati dal progetto, evidenziando un malcontento interno.
Nonostante alcune ricostruzioni circolate nei giorni precedenti, la Fifa ha negato specifiche accuse e ha ribadito il proprio impegno a trarre insegnamento dall’esperienza. L’organizzazione mira ora a una gestione più trasparente e condivisa, con l’intento di superare le controversie e proiettarsi verso un futuro di maggiore stabilità e credibilità.