Il 21 settembre 2026, Milano ha reso l'ultimo, commosso saluto a Sandro Mazzola, icona indiscussa dell'Inter. Il feretro della leggenda nerazzurra è giunto alla basilica di Sant'Ambrogio, accolto da un'ondata di affetto e partecipazione. Cori e applausi hanno scandito l'arrivo della bara, mentre una folla di tifosi si era già radunata all'esterno della chiesa, pronta a tributare il proprio omaggio.
Un momento di intensa emozione ha preceduto l'inizio dei funerali. Nel piazzale antistante la basilica, il tifo organizzato dell'Inter ha esposto uno striscione eloquente, che riassumeva il sentimento collettivo: "Ciao Sandro.
Il tuo nome resterà tra le pagine della nostra storia, il tuo ricordo nel cuore della nostra curva". Un messaggio semplice, ma profondamente significativo, che ha evidenziato il legame indissolubile tra l'ex campione e l'universo interista, un rapporto fatto di passione e appartenenza.
L'abbraccio della tifoseria nerazzurra
L'arrivo del feretro alla basilica ha trasformato il piazzale in un vero e proprio luogo di memoria condivisa. Ogni passo verso la chiesa è stato scandito da applausi scroscianti, mentre i cori hanno accompagnato l'ingresso in un clima di solenne raccoglimento. Le parole dello striscione, con il riferimento alla storia del club e al cuore della curva, hanno cristallizzato il sentimento di una tifoseria che ha sempre riconosciuto in Mazzola una figura identitaria, un simbolo capace di perpetuare il proprio ricordo sia nella narrazione del club sia nell'animo di chi lo ha seguito con devozione.
Il mondo del calcio unito nel ricordo
La cerimonia ha visto la partecipazione di centinaia di tifosi, affiancati da numerosi rappresentanti dell'Inter e da un parterre di ex calciatori che hanno voluto essere presenti per l'ultimo addio. Tra le figure più note si sono distinti Aristide Guarneri, Giuseppe Bergomi, Francesco Toldo, Ivan Ramiro Cordoba, Esteban Cambiasso e Gianfelice Facchetti. Anche il presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, ha presenziato all'evento. Sulla bara, a testimonianza di un amore eterno per il calcio e per la sua squadra, erano deposte rose e ranuncoli bianchi, insieme alla storica maglia numero 8, simbolo indelebile della sua carriera.
Le parole di chi lo ha conosciuto hanno risuonato nella basilica.
Giuseppe Bergomi ha ricordato Sandro Mazzola come uno di quei "campioni di tutti", sottolineando il suo immenso peso sia a livello personale che sportivo. Giuseppe Marotta ha espresso il dolore per la perdita di "una leggenda che se ne va", rimarcando l'importanza di custodire e tramandare i valori fondamentali che Mazzola ha saputo trasmettere con la sua vita e la sua carriera.
In un momento di significativa distensione e unità, i dirigenti di Juventus e Milan presenti alla cerimonia sono stati accolti dagli applausi. Questo gesto è giunto dopo le polemiche suscitate dal comportamento di una parte della curva juventina durante il minuto di raccoglimento osservato in precedenza. Giovanni Malagò, nel suo ricordo, ha legato indissolubilmente la figura di Mazzola alla storica partita Italia-Germania 4-3, mentre monisn"