La sfida dell'Olimpico lascia Roma e Inter appaiate in cima alla classifica proprio alla vigilia della lunga sosta per gli impegni delle nazionali. Alle loro spalle continua a correre la Lazio, mentre il Como interrompe bruscamente una marcia che sembrava inarrestabile. Il Frosinone di Alvini firma infatti il colpo di giornata. Ritrovano il successo Milan e Juventus, mentre il Napoli rallenta ancora e il Genoa vive un momento sempre più delicato.

Frosinone, colpo sul Como

La corsa del Como si interrompe dopo cinque mesi proprio nel momento in cui la squadra di Fabregas sembrava aver trovato una spinta irresistibile.

I lombardi, meno brillanti e intensi rispetto alle ultime uscite, devono fare i conti con un Frosinone particolarmente efficace.

Palmisani diventa protagonista con una serie di interventi che impediscono agli ospiti di concretizzare i propri tentativi. A complicare ulteriormente la serata del Como ci sono anche due legni. La formazione di Fabregas lascia così per strada punti preziosi e scivola alle spalle delle tre squadre che guidano il campionato.

Il Frosinone si conferma invece tra le rivelazioni della stagione, insieme al Cagliari di Pisacane, attualmente quarto e in piena zona Champions. Alle loro spalle c'è il Milan, rimasto solo al quinto posto.

Milan, risposta immediata a San Siro

Dopo due pareggi in campionato e il passo falso europeo, il Milan di Amorim ritrova la vittoria.

A San Siro i rossoneri gestiscono senza particolari difficoltà la partita contro il Lecce di Di Francesco.

La gara si mette subito sui binari giusti grazie a Pulisic, che al 14' rompe il digiuno personale e firma l'1-0. Il Milan conserva il vantaggio e nella ripresa mette definitivamente al sicuro il risultato.

Il raddoppio porta la firma di Rabiot, bravo a sfruttare un raffinato assist no-look di Goncalo Ramos. Poco dopo è Diego Moreira, al termine di una giocata personale, a calare il tris. Il Lecce resta comunque a quota 6 punti e può affrontare la situazione con una certa tranquillità.

Juventus, vittoria e riscatto

La Juventus reagisce dopo la sconfitta contro il Sassuolo e supera un'Atalanta apparsa lontana dalla propria versione migliore.

Nonostante le assenze, la squadra bianconera gioca con personalità e porta a casa tre punti meritati.

Il vantaggio nasce da un pallone messo in mezzo da Celik: il cross, basso e insidioso, viene trasformato da Conceicao con un intervento di grande qualità, approfittando dell'immobilismo della difesa atalantina.

La squadra ospite protesta per un possibile calcio di rigore dopo una trattenuta di Kalulu ai danni di Rowe, ma l'arbitro lascia correre. Nella ripresa lo stesso Rowe costringe Vicario all'intervento. La Juve, prima, aveva sfiorato il secondo gol con Nico Gonzalez e Mc Kennie.

Quando l'Atalanta sembra poter riaprire la partita, Kristensen va vicino al pareggio con un colpo di testa che Kolo Muani riesce a respingere sulla linea, salvando la propria squadra.

Poco dopo arriva la rete che chiude il confronto: Bremer svetta di testa e firma il 2-0.

Tra i bianconeri si distinguono Nico Gonzalez, Douglas Luiz e soprattutto Kolo Muani, protagonista anche dell'intervento decisivo in difesa. Per l'Atalanta, invece, arriva il terzo ko consecutivo. Sarri mastica amaro: la squadra è ancora un cantiere aperto e i risultati non arrivano più.

Il Napoli non decolla, la Fiorentina resiste

Il Napoli di Allegri continua a mostrare segnali che richiedono lavoro. Hojlund e altri elementi appaiono poco brillanti e contro una Fiorentina trasformata dall'arrivo di Vanoli arriva un altro rallentamento.

I viola, lontani dalla squadra sbiadita vista con Grosso, giocano alla pari e costruiscono diverse occasioni.

Atta e Fagioli colpiscono due pali, mentre dall'altra parte Olivera centra la traversa. A passare avanti è comunque il Napoli con Gilmour.

La Fiorentina non si disunisce e può contare sulle parate di De Gea, prima di trovare il pareggio con Jimenez, aiutato da una deviazione di Marin. Il risultato rispecchia l'andamento di una partita combattuta e sostanzialmente equilibrata.

Il Napoli resta così a sette punti dalla vetta. La Fiorentina, invece, continua il proprio percorso verso una posizione più tranquilla a metà classifica.

Genoa, la crisi si aggrava

In fondo alla classifica lo scontro diretto tra Genoa e Parma produce effetti pesanti. Il risultato sorride a Cuesta e complica ulteriormente la posizione di De Rossi.

Il Genoa parte con maggiore aggressività, ma è il Parma a trovare il vantaggio con Romero, che approfitta dell'incertezza di Ostigard. La formazione ospite riesce poi a rimettere in equilibrio la partita nella ripresa grazie a Osmajic.

Quando il pareggio sembra ormai acquisito, un errore di Marcandalli apre la strada ad Almqvist, che realizza la rete decisiva. Un gol che regala ossigeno a Cuesta e rende ancora più complicata la situazione di De Rossi.

Per il Genoa arriva anche la contestazione del pubblico: i fischi accompagnano una squadra che resta penultima con appena un punto.

La classifica prima della sosta

In vetta Roma e Inter condividono dunque il primo posto, con la Lazio che continua a crescere e a tenere il passo.

Il passo falso del Como riduce invece il gruppo delle squadre immediatamente alle spalle delle prime tre, dove restano Frosinone, Cagliari e Juventus a 10 punti.

Il Milan torna a respirare dopo una fase complicata, mentre l'Atalanta incassa il terzo stop consecutivo. Il Napoli perde ulteriore terreno e viene raggiunto dalla Fiorentina, protagonista di una netta inversione di tendenza.

In coda, il Genoa deve fare i conti con una situazione sempre più difficile. Gattuso dice che mancano 27 punti alla salvezza, però la Lazio è in costante crescita. Tra Gasperini e Chivu è spettacolo di gala, promessa di una rivalità scudetto che al momento non mette in discussione nessuno.