Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, ha fatto il punto sul mercato biancoceleste a Formello, il 3 settembre 2026. Il dirigente ha mantenuto una linea prudente sul giudizio finale: "Non devo dare un voto al mercato, il campo sarà il giudice supremo, ma quello che ci tengo a dire è che tutti i giocatori arrivati hanno voluto questo club".
Rapporto con Gattuso e Lotito
Fabiani ha chiarito il rapporto con l’allenatore e con la proprietà, respingendo l’idea di condizionamenti esterni. Ha dichiarato: "Con Gattuso c'è un rapporto lineare, di correttezza e di stima reciproca" e "con Lotito?
Può star simpatico o antipatico, ma in 14 anni che lavoro per le sue proprietà non mi ha mai imposto nulla. Quindi eventuali fallimenti sono da attribuire a me". Responsabilità operativa e autonomia ricadono sul direttore sportivo.
Nel bilancio dell’ultimo anno, Fabiani ha collegato il proprio lavoro a passione e impegno: "Io non sono qui per soldi, sono qui per passione e impegno. Un impegno che a fine anno termina e a quel punto tireremo le somme. Starà alla proprietà valutare, ma io credo di aver fatto il possibile e i numeri sono sotto gli occhi di tutti".
Critica al sistema calcio
Il dirigente ha allargato il discorso alle difficoltà economiche e regolamentari che, a suo avviso, pesano sul calcio.
"Quello di oggi è un calcio malato, dopato. Oggi si può fare calcio in due modi: con le idee o sperperando soldi. Non mi sembra che chi lo scorso anno ha speso il doppio di noi abbia avuto la meglio sulla Lazio. È giunto il momento di rivedere alcune norme perché spiegatemi che senso ha inserire una cosa come l'indice su una società che fattura 150 milioni di euro". Contenimento della spesa e ricerca di soluzioni tecniche sono i pilastri della Lazio.
Mercato e appello ai tifosi
Nell’approfondimento sul mercato, Fabiani ha spiegato di aver lasciato spazi liberi in lista per future opportunità, facendo riferimento alla possibilità di valutare il mercato degli svincolati. Mira a mantenere una flessibilità strategica. Ha concluso con un accorato appello alla tifoseria, sottolineando l'importanza del sostegno e della vicinanza al club.