Arrivato a Gennaio 2026, Fabio Paratici è sicuramente il profilo più discusso dell'estate fiorentina; tra acquisti improvvisi e decisioni forti il direttore sportivo ha infatti subito fatto trasparire forte personalità e decisione nelle scelte di mercato. Dopo una salvezza raggiunta, il ds ex Tottenham spera in grandi cose per la Fiorentina durante la stagione 2026-27.

Il nuovo allenatore di Fabio Paratici

Il primo nome figlio del mercato estivo è stato quello dell'allenatore, ovvero Fabio Grosso: tecnico con rendimento altalenante ma proveniente da un bienno molto buono a Sassuolo, durante il quale si è aggiudicato anche il campionato di Serie B.

Le polemiche non hanno tardato ad arrivare ed i fiorentini si sono divisi tra coloro favorevoli alla scelta del campione del mondo 2006 e chi, invece, avrebbe preferito nomi alternativi, tra cui anche il già presente Vanoli o il clamoroso ritorno di Palladino.

Il mister si è presentato con idee tattiche chiare, che hanno subito fatto capire le necessarie modifiche da apportare alla rosa; gli esterni di attacco sono la chiave del gioco di Grosso e la dirigenza gigliata ha completato solamente durante l'ultimo giorno di mercato l'acquisto di ben due di questi: Goncalaves e Gnonto.

Tantissimi nuovi arrivi ed altrettante partenze

La rivoluzione di Fabio Paratici è iniziata a giugno, con gli arrivi di Viery, Atta, Jimenez e Dragusin seguiti dal grande colpo Oulai e l'investimento in Valdepenas.

La consacrazione del mercato è arrivata però dopo la metà di luglio quando, direttamente dal Real Madrid, è arrivato in prestito uno dei giocatori più promettenti del panorama mondiale: Franco Mastantuono; il talento argentino è sbarcato a Firenze da re e con tanta determinazione, dopo una deludente stagione in maglia blancos.

In attacco invece Paratici si è aggiudicato Mateo Pellegrino, arrivato ad inizio agosto dal Parma e Beto, proveniente dall' Everton, arrivato per sopperire alla partenza di Moise Kean. Proprio il nome di quest' ultimo è stato quello che più ha fatto insorgere i tifosi viola durante l'estate: una pessima gestione comunicativa da parte della dirigenza viola ha infatti fatto sì che speculazioni e dubbi regnassero sino agli ultimi giorni di mercato, periodo in cui l'attaccante l'attaccante è stato ceduto al Como per una cifra complessiva di 40 milioni di euro dopo esser stato tolto dal mercato ad inizio agosto.

L'attaccante italiano sembrava essere il fulcro realizzativo della squadra di Grosso che, nelle prime due uscite stagionali di Serie A, non è infatti riuscita a concretizzare in gol le occasioni create, non avendo a disposizione il proprio bomber. Si aggiungono a quella dell'attaccante altre due cessioni last minute: quella di Gudmundsson alla Lazio (mai stato realmente nei piani di Grosso) e di Mandragora al Torino, uno dei migliori delle passate tre stagioni viola. Altri profili invece, come Fagioli e Dodo che sembravano destinati a partire verso altre mete, sono rimasti alla corte viola, dopo mesi di incertezza totale sul proprio futuro.

La strada è in salita per la viola

La squadra deve ancora trovare le misure ed adesso, a mercato finito, Grosso è ben conscio dei profili che avrà a disposizione per tutta, o metà, stagione.

Una rosa completamente nuova è qualcosa di complicato da gestire, soprattutto per un allenatore giovane come Grosso, che dovrà aiutare i propri ragazzi a far proprie le dinamiche del campionato Italiano, a cui non tutti sono abituati. Pur essendo presto per esprimere giudizi, vi è però la necessità di ingranare una marcia differente da quella adottata fino ad ora dalla squadra viola, che nell'anno del centenario vorrà sicuramente regalare varie soddisfazioni ai propri tifosi.