Il 3 settembre 2026 ha segnato l'apertura di un nuovo capitolo nello scontro tra Fifa e Uefa, incentrato sulla figura di Gianni Infantino, presidente dell'organismo mondiale del calcio. La Federazione europea aveva infatti minacciato possibili "procedimenti penali" contro Infantino, scatenando la dura reazione della Fifa. Quest'ultima ha respinto con fermezza le accuse, definendo le azioni della Uefa una vera e propria campagna diffamatoria orchestrata contro l'organizzazione e la sua leadership, strettamente collegata al progetto Fifa Forward Enterprise.

Al centro della controversia vi è una proposta, ormai abbandonata, che prevedeva la vendita a investitori privati di una quota significativa delle attività commerciali e degli eventi gestiti dalla Fifa, inclusi i prestigiosi Mondiali. L'operazione, secondo le ricostruzioni, avrebbe riguardato circa il 20% di tali attività, per un valore stimato attorno ai 4,2 miliardi di dollari. La Uefa ha contestato aspramente questa stima, sostenendo che il presidente Infantino stesse promuovendo una valutazione "fraudolentemente inferiore al valore di mercato e a proprio beneficio", sollevando seri dubbi sulla trasparenza e l'equità dell'affare.

Il Progetto Fifa Forward Enterprise sotto Accusa

Il piano Fifa Forward Enterprise era stato concepito per introdurre capitali privati nelle attività commerciali del calcio mondiale.

Nello specifico, era stato ipotizzato che un fondo d'investimento legato a figure di spicco avrebbe acquisito una quota dei futuri Mondiali e di altre importanti competizioni. La Uefa, fin da subito contraria a tale iniziativa, aveva richiesto l'accesso a una serie di documenti, preparandosi a un eventuale procedimento penale. I legali della Federazione europea avevano etichettato la valutazione di 4,2 miliardi di dollari come "incredibilmente bassa e non il risultato di un'asta aperta e competitiva", evidenziando le loro preoccupazioni sulla correttezza dell'operazione.

In risposta, la Fifa ha presentato una richiesta d'intervento formale, con l'obiettivo di ottenere il rinvio o il respingimento dell'accesso ai documenti richiesti dalla Uefa.

Nel documento depositato dall'organismo mondiale, si legge una chiara presa di posizione: "Sebbene queste istanze siano presentate come atti giudiziari, con intestazioni e numeri di ruolo, sono poco più che comunicati stampa a ulteriore sostegno della campagna diffamatoria della UEFA contro la FIFA e la sua leadership". La Fifa ha inoltre sottolineato un difetto centrale nella richiesta europea, argomentando che la Uefa starebbe cercando documenti per un procedimento penale straniero che, secondo la stessa ricostruzione della Fifa, non esisterebbe e per il quale la Federazione europea non avrebbe l'autorità necessaria per avviarlo.

Le Contro-accuse della Fifa

Nel contesto di questo acceso confronto, il presidente Gianni Infantino, attraverso il documento Fifa, ha rivolto a sua volta accuse precise alla Uefa.

Egli ha sostenuto che la Federazione europea avrebbe attivamente ostacolato il progetto Fifa Forward Enterprise, arrivando a minacciare boicottaggi da parte delle nazionali, con l'intento di sabotare l'iniziativa e la visione della leadership Fifa.