A Genova, il 15 settembre 2026, un gruppo di tifosi del Genoa ha manifestato la propria contrarietà sugli spalti del Consiglio comunale. La protesta era diretta contro la prevista riduzione dei posti nell'ambito del progetto di riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris. L'azione si è svolta mentre l'aula consiliare discuteva la delibera sulla costituzione del diritto di superficie, valido per 90 anni, relativo allo stadio e alle aree ad esso collegate, un passaggio chiave nell'operazione di partenariato pubblico-privato per il rinnovamento dell'impianto.
I sostenitori rossoblù hanno esposto uno striscione focalizzato sulle standing zone, ovvero aree dedicate alla visione delle partite in piedi. La loro richiesta principale è l'integrazione di questi spazi nel progetto di ammodernamento, considerandoli l'unica soluzione per incrementare la capienza complessiva dello stadio, con particolare attenzione alle due gradinate. Nel dibattito, i tifosi hanno richiamato il modello del Borussia Dortmund come esempio internazionale di successo nell'adozione di settori con posti in piedi.
La questione della capienza e gli abbonamenti record
L'Associazione Club genoani, attraverso un volantino distribuito per l'occasione, ha evidenziato che l'attuale capienza dello stadio si attesta a 33.205 posti.
Il documento ha inoltre sottolineato il significativo trend degli abbonamenti del Genoa: nelle ultime tre stagioni, il club ha costantemente superato la soglia dei 26mila abbonati, raggiungendo un record storico per lo stadio con 28.101 tessere nella stagione 2025/26.
La contestazione si concentra sulla riduzione dei posti prospettata dal progetto di riqualificazione. I tifosi esprimono il timore che tale taglio possa penalizzare la tifoseria del Genoa, considerando anche i quattro anni di lavori previsti. La capienza finale stimata, infatti, si aggirerebbe intorno ai 32mila spettatori. La proposta delle standing zone emerge, dunque, come risposta diretta al rapporto tra i posti attualmente disponibili, l'andamento crescente degli abbonamenti e la necessità di preservare la dimensione delle gradinate, considerate il fulcro della discussione sulla futura configurazione del Ferraris.
Il voto in Consiglio comunale per il futuro del Ferraris
La delibera sottoposta all'esame del Consiglio comunale riguarda la concessione del diritto di superficie per 90 anni dello stadio Luigi Ferraris di Marassi, di Villa Musso Piantelli e delle aree pertinenziali. Questo provvedimento è parte integrante dell'operazione di partenariato pubblico-privato finalizzata alla riqualificazione dell'intero complesso sportivo. L'approvazione di tale delibera rappresenta un passo fondamentale per l'avvio dei lavori e per definire il futuro a lungo termine dell'impianto.