L'attaccante Gonçalo Ramos ha affrontato il tema del suo arrivo al Milan e del peso legato al suo status di giocatore più pagato di sempre del club rossonero. Il portoghese ha chiarito che la responsabilità principale non deriva dal costo del cartellino, ma dall'obbligo di rappresentare una società con l'imperativo di vincere.
Ramos ha espresso il suo punto di vista con fermezza: "Non sento la pressione di essere il più pagato di sempre del Milan. C'è pressione perché rappresento un grande club, con l'esigenza di vincere e di alzare trofei. Non credo ci sia una pressione più grande di quella.
Non c'è tempo per pensare chi sia il giocatore più costoso o il costo di questo o di quello, quello che conta è vincere ogni settimana". La sua focalizzazione è dunque sui risultati sportivi.
L'importanza dei risultati e la scelta rossonera
Secondo l'attaccante, il giudizio sul percorso rossonero a fine stagione sarà determinato dai risultati collettivi. "A fine stagione quello che i nostri tifosi ricorderanno sarà se abbiamo vinto, se siamo campioni, se avremo disputato una buona stagione. Penso che questa sia la cosa più importante", ha dichiarato. Ramos ha inoltre motivato la sua scelta del Milan con la dimensione del club e la fiducia ricevuta: "È impossibile dire di no a un club di queste dimensioni.
Sapere che contavano su di me, per me è una delle cose più importanti e mi ha motivato a venire qui".
La pressione come segnale di fiducia
In precedenti dichiarazioni, rilasciate prima di una gara contro la Juventus, il tema del prezzo del trasferimento era già stato affrontato in termini di fiducia. Ramos, indicato come il calciatore più pagato nella storia rossonera con un trasferimento dal PSG di circa 74 milioni di euro, aveva così commentato:
"Non penso tanto al prezzo con cui sono stato pagato ma piuttosto alla fiducia che il club ha riposto in me. Per me è un buon segno che abbiano pagato tanto, significa che credono in me: si fidano di me. Perciò devo dimostrare il mio valore e aiutare il club a vincere. È motivazione e pressione, ma una pressione positiva". L'attaccante aveva poi aggiunto di apprezzare molto la pressione, considerandola un segnale di partecipazione a momenti importanti.