Gabriele Gravina, vicepresidente vicario UEFA, è intervenuto da Salonicco, dove ha partecipato al Comitato Esecutivo del massimo organismo continentale. La sua dichiarazione arriva nel giorno dell’importante assegnazione a Torino della finale di Conference League. L’ex presidente della FIGC ha collegato questo significativo riconoscimento ottenuto dal calcio italiano al tema cruciale dell’autonomia federale, respingendo con fermezza le ipotesi di commissariamento che sono circolate insistentemente attorno alla Federcalcio.

La finale europea al capoluogo piemontese: un successo per il calcio italiano

Gravina ha espresso profonda soddisfazione per la scelta di Torino come sede della sfida decisiva di uno dei trofei UEFA per club. Il dirigente ha tenuto a ricordare di aver avviato personalmente la candidatura dello Juventus Stadium quando ricopriva la carica di presidente della FIGC. Per Gravina, l’assegnazione non rappresenta solo un risultato rilevante per il calcio italiano nel suo complesso, ma assume anche un valore particolare per il suo coinvolgimento diretto nella fase iniziale e strategica del percorso che ha portato a questo successo.

Il richiamo al rispetto e la difesa della Federcalcio

Il vicepresidente vicario UEFA ha poi spostato l’attenzione su un fronte altrettanto delicato: quello della politica sportiva italiana.

Ha sottolineato il suo impegno e l'attivazione della Federcalcio anche sul piano internazionale, menzionando iniziative di grande portata come Uefa Euro 2032, volte a raggiungere risultati di prestigio per la nazione. Proprio da questo quadro di impegno e successi ha preso le mosse la sua decisa critica verso quelli che considera attacchi ricorrenti al sistema federale. Secondo Gravina, la credibilità del calcio italiano va strenuamente difesa da tentativi di invasione di campo che ne mettono in discussione l’autonomia e che, a suo dire, tornano ciclicamente a minare la stabilità. Il riferimento esplicito è al recente caso legato al tesseramento del suo successore, il presidente Giovanni Malagò.

In questo contesto, Gravina ha definito "assurdo solo pensare ad un commissariamento della Figc" e ha richiesto con forza maggiore rispetto per la Federazione, per il presidente Malagò e per tutte le sue componenti federali.

Il contesto: il fascicolo su Malagò e le verifiche del Comitato Olimpico

Sullo sfondo di queste dichiarazioni, rimane la complessa vicenda politico-amministrativa legata alle elezioni federali. Il 14 settembre 2026, il procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, ha formalmente archiviato il fascicolo riguardante Giovanni Malagò per la questione del suo mancato tesseramento prima dell’elezione alla presidenza della FIGC. Contestualmente, però, il procuratore ha chiesto al Comitato Olimpico di verificare se la Federazione abbia effettivamente rispettato i principi degli.