A Roma, l'11 settembre 2026, Giovanni Malagò ha affrontato la questione della sua presunta incandidabilità alla presidenza della FIGC. A Fuori Onda, progetto del Corriere della Sera con Edison, Malagò ha risposto sul tema del tesseramento, rivendicando il proprio percorso nel calcio.
Tesseramento e carriera di Malagò
Malagò ha ricostruito la sua storia sportiva. "Sono stato 12 anni tesserato alla FIGC come giocatore," ha dichiarato. "Non ho lasciato una storia così importante nel calcio a cinque, ma ho vinto un campionato federale, tre scudetti e quattro coppe Italia.
Sono il primo presidente della FIGC ad aver vinto un campionato italiano e oggi, a proposito di tesseramento, sono un membro permanente del CIO, se non è essere arruolato questo...".
Le osservazioni sulla sua eleggibilità hanno motivato la replica. Malagò ha risposto richiamando elementi biografici: il tesseramento da calciatore, i successi nel calcio a cinque e l’appartenenza al Comitato Olimpico Internazionale. La linea è di continuità con una carriera nelle istituzioni sportive, sottoposta, nelle sue parole, al voto degli organismi competenti.
Le priorità federali e la tranquillità
Il presidente della FIGC ha poi allargato il ragionamento, concentrando l’attenzione sui dossier aperti della federazione.
"Mi piacerebbe parlare d'altro, di tutte le grandi questioni che sono sul tavolo della FIGC, di cui ci stiamo occupando nonostante tutto," ha proseguito Malagò. Ha ricordato: "Nella mia carriera dirigenziale sono sempre stato eletto, mi sembra giusto ricordarlo. Comunque sono tranquillo, perché conosco la vicenda e quello che è accaduto in passato. Speravo che certe dinamiche cessassero con la mia elezione, ma pazienza, fanno parte del gioco evidentemente."
Il tono è stato difensivo ma non di rottura. Malagò ha ribadito di conoscere la vicenda e di considerare la propria posizione solida, collegando la risposta alle contestazioni all'esigenza di riportare il dibattito sulle attività della FIGC.