Il giornalista Alfredo Pedullà ha registrato un video sul proprio canale Youtube e parlando genericamente della fretta di giudizio che troppo spesso regna in Italia ha detto: "Ho sentito fare processo ad allenatori e calciatori che ritengono folli, visto che siamo a settembre. Ad esempio in casa Roma si è criticato Rodrigo Mora e ho letto dei giudizi catastrofisti rispetto a un giocatore che è arrivato nel calcio italiano un mese e mezzo fa e che evidentemente non si è ancora ambientato. Credo che qualcuno dovrebbe avere dei rossori di pudore per questo.
Cosi come ho letto delle critiche velenose nei confronti di Amorim: per carità, anche io non sono stato sempre d'accordo con le sue scelte, perché chiunque poteva giudicare male l'undici mandato in campo contro il Benfica nell'esordio di Europa League. Però va poi sottolineato come il portoghese abbia corretto il tiro, mettendo in campo contro il Lecce dal primo minuto Pulisic, giocando con Adrien Rabiot titolare e rispedendo in panchina Terracciano. Ovviamente tra muovere critiche e chiedere la testa di un allenatore ce ne passa tanto di spazio".
Juventus, Pedullà: 'Si è fatto il processo a Spalletti e qualcuno prima dell'Atalanta, lo voleva fuori'
Ancora Pedullà: "Addirittura ho sentito mettere in discussione in casa Juventus Luciano Spalletti e c'é stato chi, prima della gara con l'Atalanta, lo ha messo in croce.
Io però mi ero permesso di dire che mandare via un allenatore a settembre o a ottobre che sia, quando sei un grande club, non ha senso. E invece a Torino ma non solo, erano già partiti i processi nei confronti dell'allenatore da Certaldo".
Inter, Pedullà: 'Deco ha confermato l'interesse per Lautaro ma al contrario di qualcuno a Firenze, Marotta ha detto no'
Pedullà ha poi aperto un paragrafo sull'Inter, inserendo nel discorso anche la Fiorentina: "Deco ha confermato che il Barcellona cercava un attaccante e ha rivelato di una chiamata fra il presidente del club spagnolo e Marotta per Lautaro Martinez. Un contatto che ha fatto capire al club catalano come non ci fossero i margini di manovra per procedere a una trattativa concreta.
Questo mi riporta un po' a quello che è successo a Firenze con Moise Kean e credo che arrivati a un certo punto della sessione di campagna acquisti, una società seria debba alzare le saracinesche e dire di no anche a fronte di determinate cifre. Quindi complimenti all'Inter, che ha saputo resistete a quello che poteva essere un grande incasso, facendo comunque un mercato intelligente nel corso dell'estate".