Il 10 settembre 2026, Mauricio Pochettino, attuale commissario tecnico degli Stati Uniti, ha sollevato una questione significativa in un'intervista, chiedendo la revoca del titolo di Premier League conquistato dal Chelsea nella stagione 2016/2017. All'epoca, la squadra londinese era guidata da Antonio Conte, mentre Pochettino allenava il Tottenham, che concluse il campionato al secondo posto, proprio alle spalle dei Blues.
La posizione dell'allenatore argentino si fonda sulle presunte violazioni delle regole finanziarie attribuite al Chelsea. Pochettino sostiene con fermezza che un club, qualora ammetta di aver infranto le normative vigenti, non debba poter conservare i benefici sportivi ottenuti in quel periodo.
Il suo ragionamento conduce a una conclusione chiara: il titolo, a suo avviso, dovrebbe essere riassegnato alla squadra che terminò il campionato in seconda posizione, ovvero il Tottenham.
La richiesta esplicita di Pochettino
Il tecnico ha espresso la propria posizione con parole dirette e inequivocabili. «Non ho dubbi», ha dichiarato, sottolineando di non temere di affermare quella che considera la pura verità. Pochettino ha riconosciuto che le sue affermazioni potrebbero generare disappunto tra i tifosi del Chelsea, ma ha categoricamente escluso che si tratti di una mera lamentela personale. Per lui, la questione è di principio: se la violazione delle regole non comporta conseguenze sul risultato sportivo, il sistema rischia di premiare chi non rispetta le normative.
Nel corso del suo intervento, Pochettino ha posto l'accento sul concetto di equità competitiva. Ha illustrato come un campionato in cui alcune squadre operano sotto un determinato set di regole e altre no, sia inaccettabile, paragonando la situazione a quella del fuorigioco o del VAR. La sintesi della sua argomentazione è racchiusa in una frase emblematica: «Le regole devono essere uguali per tutti». Da qui deriva la sua richiesta che il riconoscimento sportivo venga trasferito al Tottenham, poiché, a parere dell'allenatore, «il titolo dovrebbe andare alla squadra arrivata seconda».
Il ruolo di Conte e la questione etica
Pochettino ha tenuto a precisare di non voler in alcun modo sminuire il valore tecnico del Chelsea o il lavoro svolto da Antonio Conte.
Anzi, ha riconosciuto apertamente che l'allenatore italiano dimostrò grande bravura e che la squadra espresse un gioco di alto livello. La sua contestazione, tuttavia, si concentra sul contesto regolamentare in cui quel successo fu conseguito. Se le regole furono violate in quel frangente, ha sostenuto, allora il club dovrebbe rinunciare ai benefici ottenuti.