La posizione di Giovanni Malagò, presidente del CONI, è stata ufficialmente archiviata nell'ambito del fascicolo relativo al suo mancato tesseramento FIGC prima dell’elezione alla presidenza della Federcalcio. La decisione è stata comunicata il 14 settembre 2026, a seguito dell'intervento del procuratore generale dello Sport presso il CONI, Ugo Taucer, che ha disposto la chiusura dell'indagine sul profilo personale di Malagò. Questo provvedimento segna un punto fermo sull'esame avviato riguardo al requisito del tesseramento federale, concentrando ora l'attenzione su aspetti più ampi relativi alle procedure.

Archiviazione del profilo personale di Malagò

Il fulcro del provvedimento emesso da Ugo Taucer riguarda specificamente il mancato tesseramento FIGC di Giovanni Malagò prima della sua ascesa alla guida della Federcalcio. Il procuratore ha ritenuto opportuno procedere con l'archiviazione della posizione del presidente del CONI, operando una chiara distinzione tra il piano individuale e quello che concerne il funzionamento complessivo della procedura federale. È stato precisato che, per quanto concerne il profilo esaminato, non sono emerse ulteriori contestazioni personali dirette nei confronti di Malagò, confermando la conclusione della fase istruttoria a suo carico e chiudendo la questione individuale.

Gli atti trasmessi al segretario generale del CONI

Parallelamente alla decisione di archiviazione, il procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, ha provveduto a trasmettere tutti gli atti pertinenti al segretario generale del CONI, Carlo Mornati. Questa mossa strategica ha l'obiettivo di avviare una verifica approfondita sull'eventuale inosservanza dei principi fondamentali degli statuti delle federazioni sportive nazionali. L'attenzione si sposta così dalla potenziale responsabilità personale di Malagò all'analisi dell'operato della Federazione nel suo complesso, valutando la coerenza delle procedure adottate con i principi statutari che ne regolano l'attività. Si intende accertare se le dinamiche relative al tesseramento abbiano rispettato pienamente le normative federali vigenti.

Il percorso istruttorio e i chiarimenti richiesti

La decisione di archiviazione giunge al termine di un percorso istruttorio che ha visto diversi passaggi significativi. In precedenza, l'8 settembre 2026, era emerso che la Procura generale dello Sport presso il CONI aveva inizialmente respinto una richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura FIGC. In quella circostanza, erano stati sollecitati chiarimenti al procuratore federale Giuseppe Chinè. Chinè era stato chiamato a fornire elementi aggiuntivi e dettagliati in merito alla linea investigativa che lo aveva portato a formulare la richiesta di chiusura dell'indagine, evidenziando la necessità di approfondire ulteriormente la questione prima di qualsiasi decisione definitiva.

All'interno di questo stesso contesto istruttorio, era stata altresì riportata un'interpretazione specifica dello Statuto federale, attribuita a Gabriele Gravina. Secondo tale lettura, la locuzione "essere in regola con il tesseramento" non implicherebbe necessariamente l'obbligo per un candidato di possedere fisicamente una tessera FIGC al momento della presentazione della candidatura. Piuttosto, essa si riferirebbe al rispetto di tutte le prescrizioni e le condizioni previste per coloro che sono già tesserati, suggerendo una prospettiva più ampia e meno restrittiva sul requisito formale del tesseramento. Questa interpretazione ha contribuito a delineare il quadro normativo di riferimento per la valutazione della vicenda da parte degli organi competenti.