Il futuro della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) si delinea all'orizzonte, ma il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha scelto di mantenere una posizione di netta distanza dalle dinamiche interne. Intervenuto a Napoli il 24 ottobre 2026, a margine dell’evento Le Sfide, il ministro ha delineato una chiara linea di condotta: la politica sportiva, pur potendo affiancare il sistema, non deve in alcun modo sostituirsi agli organismi preposti alle decisioni cruciali, in particolare per quanto riguarda l'individuazione del prossimo presidente federale.
Questo approccio sottolinea la volontà di garantire piena autonomia alle componenti del calcio.
La posizione del ministro sulla successione
Interrogato direttamente sul destino della Federcalcio, Abodi ha espresso una posizione di cautela, astenendosi dall'esprimere preferenze o delineare scenari futuri. "Il futuro della Figc?", ha dichiarato, "io lascio le valutazioni a chi osserva, anche perché se soltanto provo a pensare c'è qualcuno che interpreta male, quindi mi oriento verso gli altri mille progetti che devo portare avanti". Questa affermazione rivela una precisa intenzione: evitare qualsiasi interpretazione politica o strumentalizzazione di una questione che, a suo avviso, deve rimanere confinata all'interno delle dinamiche del mondo del calcio.
Il ministro ha così ribadito la sua scelta di non interferire, concentrandosi piuttosto sulle proprie responsabilità istituzionali.
Autonomia e rispetto delle competenze
Proseguendo nel suo intervento, il ministro Abodi ha enfatizzato il ruolo cruciale della massima lega professionistica e dell'assemblea federale. "Come è giusto che sia", ha affermato, "lascio l'autonomia alla Lega di Serie A di fare le sue valutazioni e poi all'assemblea federale di decidere chi sarà il nuovo presidente". Questo passaggio evidenzia il rispetto per le procedure e le competenze specifiche degli organismi del calcio. La sua visione prevede un percorso chiaro: un primo momento di confronto e valutazione all'interno della Lega Serie A, seguito dalla decisione finale che spetterà all'assemblea federale.
L'obiettivo è salvaguardare l'indipendenza decisionale delle componenti sportive, evitando ingerenze esterne.
La posizione espressa a Napoli da Abodi si fonda su due pilastri fondamentali: il pieno riconoscimento dell'autonomia delle diverse componenti del calcio e la sua ferma volontà di dedicarsi ad altri impegni istituzionali. Il richiamo agli "altri mille progetti" che lo attendono serve a sottolineare la sua distanza da un dibattito che, a suo giudizio, deve svolgersi e risolversi esclusivamente all'interno delle sedi federali, senza interferenze esterne o tentativi di influenzare le scelte.
Il precedente sulla ricandidatura di Malagò
La coerenza della posizione del ministro Abodi emerge anche da un precedente intervento.
Già il 16 ottobre 2026, a Roma, durante l'incontro Giovani e sport tenutosi al Salone d’Onore del Coni e organizzato dal direttivo della Conferenza nazionale Anci dei presidenti dei Consigli Comunali, il ministro aveva affrontato il tema della possibile ricandidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, in vista delle elezioni previste per il 14 dicembre. Anche in quella circostanza, Abodi aveva mantenuto un atteggiamento di non ingerenza, astenendosi dal fornire qualsiasi tipo di orientamento sulla questione. Questo conferma una linea di condotta costante, improntata al rispetto delle dinamiche interne al mondo sportivo e alla sua autonomia decisionale.