L'Associazione Italiana Calciatori (AIC) e l'Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC) hanno ufficializzato, in data 29 ottobre 2026, il completamento della raccolta delle firme necessarie per presentare la candidatura di Adriano Galliani alla presidenza della FIGC. Questa decisione, emersa già il giorno precedente, segna l'avvio della corsa verso le elezioni in programma nell'assemblea federale elettiva del 14 dicembre 2026.
La posizione delle componenti tecniche
Attraverso un comunicato congiunto, AIC e AIAC hanno illustrato il percorso che ha condotto alla formalizzazione della candidatura.
"L'Associazione italiana calciatori e l'Associazione allenatori, confermando la propria linea di valutazione e azione comune, hanno ultimato la raccolta delle firme necessarie per presentare la candidatura di Adriano Galliani a presidente della FIGC, nelle elezioni che si terranno nell'assemblea federale elettiva il prossimo 14 dicembre", si legge nella nota. Questo passaggio sottolinea la scelta politica unitaria delle due associazioni, che individuano in Galliani il nome da proporre al voto federale.
Il profilo di Galliani e le riforme necessarie
Le motivazioni alla base di questa scelta richiamano l'ampio percorso del dirigente e l'urgente necessità di una fase di riforma. La nota congiunta evidenzia: "AIC e AIAC ritengono che si tratti di una opportunità importante in termini di valori di scelta, per storia, esperienza e risultati sul campo ottenuti dal dirigente Galliani, pronto ora a condividere una aperta e progressiva visione federale nel percorso di riforme non più differibili".
Il comunicato si conclude con l'auspicio di trovare una linea comune, un punto di vista "che AIC e AIAC confidano resti condiviso da tutte le componenti del nostro sistema".
Gli equilibri pre-elettorali
Il quadro in vista dell'assemblea federale si presenta articolato. Dopo aver sostenuto Giovanni Malagò nel mese di giugno, AIC e AIAC hanno ora orientato il loro appoggio su Adriano Galliani, rappresentando insieme il 30% dei voti assembleari. Dal canto suo, Malagò, indicato come commissario straordinario, avrebbe ottenuto le 11 firme necessarie dalla Serie A, una componente che detiene il 18% del peso assembleare. Il precedente sostegno a Malagò, quando 19 società su 20 si erano schierate con lui, viene descritto come più compatto rispetto all'attuale scenario.