L'Inter affronta lo Shakhtar Donetsk nella terza giornata di Champions League. La gara è in corso ed è un passaggio delicato per i nerazzurri. Alla vigilia, il tecnico Chivu ha provato ad alleggerire la pressione su una sfida gravata dalle sconfitte contro Real Madrid e Bruges, riconoscendone l'importanza per le speranze di qualificazione.
Chivu ha respinto interpretazioni eccessive del momento. «Non siamo perfetti e non vogliamo essere dipinti come la perfezione», ha dichiarato, aggiungendo che «se l'Inter perde non deve essere un dramma nazionale».
Sul clima attorno alla squadra, la sua posizione è chiara: «C'è la sensazione che l'Inter abbia l'obbligo di vincere e gli altri no, non va bene». L'obiettivo resta: «Vincere è la priorità».
Responsabilità e passato da lasciarsi alle spalle
Il tecnico Chivu si è assunto la responsabilità delle difficoltà europee dell'Inter, reduce da quattro sconfitte consecutive in Champions League (includendo la stagione precedente). Pur consapevole, Chivu ha chiesto di non farne un peso: «Siamo consapevoli che sono quattro ko di fila, non c'è bisogno che ce lo ricordino sempre». L'invito è a guardare avanti: «Si parla troppo del passato, noi dobbiamo andare in campo essere pronti e fare di tutto per portare a casa il risultato».
La squadra mostra un andamento diverso tra campionato ed Europa: solida in Serie A, più incerta in Champions League. Chivu e Alessandro Bastoni hanno precisato che la coppa non è un obiettivo dichiarato, ma un sogno. Bastoni ha evidenziato la necessità di un risultato: «Siamo obbligati a far risultato, assolutamente. Entrare nelle prime otto altrimenti sarebbe proibitivo». Ha aggiunto, invitando a tenere i piedi per terra: «Le finali e quel percorso sono il passato, il percorso recente deve riportarci coi piedi per terra. La Champions è un sogno, mai detto che era un obiettivo».
Assenze e attenzione allo Shakhtar
Nel quadro della sfida pesano alcune assenze. Lautaro è fuori fino alla sosta e al fianco di Thuram il partner offensivo è Pio Esposito. Mancano Pavard, Stones e Jones.