A Milano, il 2 novembre 2026, il futuro dello stadio di San Siro è tornato prepotentemente al centro del confronto politico cittadino. Nel pieno della campagna elettorale, Mario Calabresi, indicato come possibile candidato alle primarie del centrosinistra, ha rilanciato con forza l’ipotesi di non procedere all'abbattimento del Meazza. La sua proposta mira a valutare una nuova funzione per l’impianto storico, argomentando la necessità di evitare gli elevati costi della demolizione e di ridurre l’impatto ambientale che tale intervento comporterebbe.
La proposta di Calabresi e la replica del sindaco
La posizione di Calabresi si focalizza sulla possibilità concreta di conservare lo stadio, invitando a una seria valutazione di alternative alla sua completa demolizione. Il suo messaggio politico è chiaro: "Si valuti di salvarlo". Tuttavia, questa idea ha immediatamente innescato la reazione di Giuseppe Sala. Il sindaco ha prontamente definito la posizione di Calabresi come "bizzarra", sostenendo che essa rimetterebbe in discussione una decisione già assunta e condivisa dalla stessa area politica che dovrebbe supportare Calabresi nel suo percorso verso le primarie.
Nel dibattito è intervenuta anche Anna Scavuzzo, che ha ribadito una linea ferma e contraria al salvataggio dello stadio: San Siro, a suo avviso, non può essere mantenuto.
Secondo questa impostazione, il quartiere non desidererebbe ritrovarsi con due stadi, soprattutto se ciò dovesse avvenire a discapito degli essenziali spazi verdi. Il tema, dunque, trascende il mero destino di un impianto sportivo, toccando l'equilibrio urbanistico dell'intera area e la qualità della vita dei residenti che abitano intorno allo stadio.
Il centrodestra entra nel confronto
La discussione sul futuro del Meazza ha prontamente aperto un varco anche per le reazioni del centrodestra. Ignazio La Russa ha rivendicato di sostenere da lungo tempo l’idea di avere due stadi a Milano e ha interpretato le parole di Calabresi come un significativo avvicinamento alla sua visione, sintetizzando il concetto con la frase: "La pensa come me".
La Lega, attraverso Silvia Sardone, ha invece optato per un registro più ironico, mettendo in luce le evidenti divisioni interne alla sinistra proprio sul delicato dossier dello stadio.
Il "caso San Siro" si configura così come uno dei nodi più sensibili e controversi dell'attuale campagna milanese. Da un lato vi è chi considera ormai definito il percorso che condurrà a un nuovo assetto urbanistico dell'area; dall'altro, invece, si chiede una verifica supplementare e approfondita sul destino del Meazza, anche in virtù del profondo valore simbolico che lo stadio conserva nella memoria collettiva della città. La distanza tra queste posizioni appare marcata e continua ad alimentare un acceso dibattito politico.