La Duma in un progetto di legge vuole introdurre la responsabilità penale per i giornalisti ed i mezzi di comunicazione che parlano male o comunque provocano danno allo Stato, una legge che se applicata sarebbe molto di più di un bavaglio: potrebbe essere la fine dell'informazione sul territorio russo. La legge prevede una modifica del codice penale che equipara il giornalista ad un terrorista, ma bisogna precisare che la legge entra in funzione nei casi di false notizie anti-Russia oppure nei casi in cui vengono fornite informazioni a sostegno delle forze separatiste estremiste anti governo.

È possibile che questa idea del reato giornalistico sia stata ulteriormente presa in esame anche per i fatti attuali che riguardano l'Ucraina, dove in effetti molte notizie o non sono state date o erano manipolate e molte palesemente false, quindi il governo russo con questa stretta mette in guardia dal dare notizie che non rispondano alla realtà. Il punto focale sarà quello di come si stabilisce quando e come scrivere la verità, se il governo russo compie un'azione deprecabile e i media ne scrivono, sarà pure la verità ma chi assicura il giornalista che non finisce comunque in galera?

Non è di facile interpretazione la cosa, il deputato Evgenij Fyodorov sostiene che il colpo di Stato in Ucraina non sia stato raccontato in modo leale ed in contrasto con quanto effettivamente fatto dalla Russia. La legge colpirebbe anche tutti quei corrispondenti che dalla Russia inviano articoli e fanno reportage, spesso tendenziosi, e mettono sempre in cattiva luce l'operato del governo russo; con la legge si potranno fare analisi di quanto scritto e quanto effettivamente risponde alla verità, sempre ammesso che non sia stata scritta oppure omessa in parte.

Altro capitolo riguarda le molte organizzazioni no-profit che campeggiano nella capitale, le quali vengono finanziate spesso da fondi stranieri di provenienza occidentale, che a quanto pare vengono spesso usate per fare manifestazioni anti governative o fare propaganda per leader di opposizione quasi sempre in netto contrato con il governo. Queste ONG poi vengono sfruttate dai media occidentali come fonte di informazioni che, essendo manipolate da organi stranieri, inevitabilmente sono anti Putin o anti governo russo.

In molti sollevarono questo problema con il collettivo femminista attivo in Russia, meglio note come Pussy Riot, che stando a molte voci trapelate in alcuni media e sulla Rete, furono finanziate proprio da fondi provenenti dall'occidente, un evidente tentativo di screditare Putin e la Russia. Tutti questi fatti forse sono alla base di questa idea della legge per colpire i giornalisti, funzionerà?

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