Mai avrebbe potuto pensarlo la signora Pauline, che tra quelle foto fatte scattare alla sua piccola figlia Hessy nello studio fotografico di Hans Ballin, solo qualche mese dopo una l'avrebbe ritrovata sulla copertina di una rivista.
Siamo nel 1935, lo studio del fotografo è a Berlino, e la rivista è Sonne ins Hause (sole in casa), ovvero la principale rivista nazista dedicata alla famiglia. La piccola Hessy in copertina rappresentava l'immagine del bambino ariano ideale.
Ma quella della signora Pauline era una famiglia ebrea, trasferitasi sette anni prima in Germania dalla Lettonia.
La mamma non tardò a recarsi di nuovo allo studio fotografico, sua premura era quella di scongiurare che mai fosse venuta fuori la vera origine della sua figlioletta, ma con suo stupore, apprese da Ballin che era al corrente del fatto che la famiglia fosse ebrea, e che deliberatamente aveva presentato la foto ad un concorso dove si cercava il più bel bambino di razza ariana allo scopo di "ridicolizzare i nazisti". E se è vero che a sceglierla, fra le tante, quella immagine, fu addirittura il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels, l'intento del fotografo mai si sarebbe potuto compiere in maniera più esemplare di quanto è stato.
La foto finì altresì in tutte le cartoline di propaganda dell'epoca.
La piccola Hessy fu tenuta chiusa in casa subito dopo la pubblicazione della foto. Passano tre anni e la famiglia riesce a tornare nella natia Lettonia per poi trasferirsi nuovamente, in Francia. Occupata anche Parigi dai nazisti, con l'aiuto della resistenza francese la famiglia di Hessy fugge ancora, questa volta a Cuba, per poi trasferirsi definitivamente a New York.
La vicenda vien fuori solo oggi in un'intervista alla Bild dell'ottantenne Hessy, che ebrea, fu la rappresentazione del bambino ariano ideale.