Il portavoce del Pentagono John Kirby ha dichiarato che oggi sono stati compiuti i primi raid aerei, con due caccia FA 18 che hanno sganciato due bombe di 226 chilogrammi, degli Stati Uniti in Iraq contro alcune postazioni dell'artiglieria dell'esercito dell'Isis nei pressi della città di Erbil non lontano dall'area in cui si trova il personale americano. Egli ha detto inoltre che "gli Stati Uniti continueranno ad agire ogni volta che il personale e gli impianti americani saranno minacciati".

La Casa Bianca ha autorizzato nelle scorse ore, dopo l'approvazione di una dichiarazione con cui l'Onu ha chiesto all'unanimità alla comunità internazionale di sostenere le autorità irachene, il lancio di aiuti umanitari alle popolazioni locali in fuga dalle zone in cui vi sono gli scontri tra il governo di Baghdad e i terroristi islamici accanto a incursioni aeree limitate volte a sostenere l'esercito.

Il Presidente Obama, annunciando queste decisioni, ha sottolineato la necessità di una soluzione politica della crisi ribadendo che non saranno inviati soldati statunitensi in loco. Egli ha spiegato inoltre che il suo obiettivo è quello di evitare un genocidio e fermare la persecuzione, da parte dei terroristi, delle minoranze religiose soprattutto cristiane. Il premier britannico Cameron ha dichiarato che la Gran Bretagna per il momento non parteciperà ai raid aerei ma ha accolto favorevolmente l'iniziativa degli Stati Uniti e potrebbe chiedere una convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per proporre una bozza di risoluzione al fine di rafforzarla ulteriormente dal punto di vista legale.

La Santa Sede ha comunicato che papa Francesco ha nominato il cardinale Fernando Filoni suo inviato personale in Iraq "per esprimere la propria vicinanza spirituale" a quelle popolazioni e in particolare ai cristiani, circa centomila, che sono in fuga da quelle zone martoriate dal conflitto. La crisi che è in corso ha trascinato oggi le principali borse europee e asiatiche, differentemente dall'apertura di quella americana, in terreno negativo e ha portato ad un aumento dei prezzi del petrolio che hanno raggiunto quota 106,51 dollari al barile.

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