Ricostruita la camminata fatta da Alberto Stasi il giorno del delitto in casa della sua fidanzata, Chiara Poggi. Risulterebbe quasi impossibile che Alberto Stasi, quando entrò in casa di Chiara Poggi il 13 agosto 2007, non abbia toccato le tracce di sangue rimaste sul pavimento, come lui ha sempre dichiarato. Questo è emerso dalla nuova sperimentazione virtuale sulla sua camminata. L'esito, seppur parziale, della camminata è stato rappresentato a Bologna dai periti nominati dalla Corte d'Assise d'Appello di Milano alle parti in causa e si sarebbe stabilito che sarebbe stato quasi impossibile evitare il sangue sul pavimento di casa Poggi.

Tutto ciò si è potuto verificare perché l'analisi è stata estesa - come ha richiesto l'accusa e la parte civile in causa - ai due gradini e alla zona davanti alle scale dove è stato ritrovato il cadavere di Chiara.

Già in precedenza, il professor Nello Balossino aveva stabilito, tramite 78 mila simulazioni effettuate al PC, che Alberto Stasi aveva solo una minima possibilità di non calpestare quel sangue. Attualmente, si parla addirittura di una possibilità su un milione tenendo conto solo della nuova zona esaminata. In ogni modo, per avere dei dati certi si dovrà attendere la relazione degli esperti che dovrebbe arrivare entro la fine della settimana e che ci potrà dare una conferma di tutto ciò.

Nel frattempo, è stata depositata dal professore del dipartimento di Scienza e Salute dell'Università di Genova, il professore Francesco De Stefano, la perizia sull'esame mitocondriale del bulbo del capello corto castano ritrovato nella mano sinistra di Chiara Poggi e sulle tracce del DNA maschile ritrovato su dei frammenti delle unghie di Chiara. Purtroppo queste analisi non sono risultate attendibili poiché hanno individuato soltanto cinque marcatori: tutti, completamente, compatibili con quelli di Alberto Stasi ma non sono risultati sufficienti. Ora bisogna attendere i risultati definitivi della perizia e sperare che la verità su questo atroce omicidio prima o poi venga fuori.