Dries Verhoeven è un artista tedesco. In questi giorni è noto per una sua particolare installazione: una gabbia di vetro al cui interno si è rinchiuso, comunicando all'esterno solo con Grindr, un'app per incontri gay e proiettando su un maxischermo tutte le conversazioni. Parker Tilghman, invece, è un ragazzo berlinese qualunque, iscritto a Grindr. Su Facebook racconta di aver iniziato a chiacchierare con un ragazzo, non proprio il suo tipo, ma abbastanza attraente, che l'aveva colpito per le sue battute spiritose.

Così la conversazione è continuata, ma ad un certo punto riceve una proposta un po' strana: quella di farsi radere la barba, ma nonostante lo stupore, Parker non si tira indietro e, dopo domande un po' specifiche e insolite, decide di incontrare questo ragazzo misterioso, ma non senza prima ironizzare sulla bizzarria di quelle domande: "Hai intenzione di uccidermi?".

Il ragazzo misterioso era proprio Dries Verhoeven, ma Parker non poteva saperlo. Così, fissato un appuntamento, Parker si reca all'indirizzo: la HeinrichPlatz.

Appena arrivato in piazza nota un contenitore strano, con tende oscuranti, e poco più in là un maxischermo con conversazioni su Grindr e persone che lavoravano al pc. Resosi conto che anche la sua conversazione era finita su quel maxischermo, la reazione di Parker non è stata tra le più tranquille: l'imbarazzo e la rabbia per essere stato preso in giro hanno avuto la migliore. Ma a destare maggiore preoccupazione, non solo a Parker, è un'altra questione, molto più delicata.

Nonostante i timidi passi avanti compiuti in tema di tutela LGBT, gli omosessuali in Europa non godono ancora (o almeno non ovunque) di una libertà tale da poter approcciare liberamente un ragazzo, senza correre rischi serissimi per la propria incolumità. Così, complice la tecnologia, sono nate svariate app (Grindr è la più diffusa, ma ce ne sono tantissime) che permettono ai ragazzi gay di poter avere un approccio sicuro con persone aventi il medesimo orientamento sessuale.

E' proprio Parker a sottolineare questo aspetto: "Noi gay abbiamo bisogno di spazi come Grindr, spazi sicuri per esistere e che ci proteggono dal mondo esterno. Certo, Grindr non è un posto sicurissimo, ma di certo ci permette di comunicare liberamente i nostri bisogni e desideri. Lui lo sta violando e ci sta mettendo in pericolo". Il timore di Parker non è infondato. Non sono rari i casi di violenze contro gli omosessuali. Cosa accadrebbe se uno di quei ragazzi venisse riconosciuto da un violento per strada o dal proprio datore di lavoro dalla mentalità non così aperta? Non è anacronistico pensare a conseguenze negative, data l'attualità di certe tematiche.

Ed in ogni caso sembra assurdo che una tale rappresentazione, per quanto artistica, sia considerata perfettamente in linea con il rispetto della privacy degli utenti. Che la Germania si più indietro dell'Italia in materia di tutela della riservatezza?

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