Il papa Emerito Benedetto XVI è tornato a far sentire la sua voce. Ha rotto il silenzio autoimpostosi con la rinuncia al ministero petrino, ma lo ha fatto a modo suo, con una penna in mano. Dal monastero Mater Ecclesiae dove vive dal 2 maggio del 2013, l'ex pontefice ha modificato un saggio composto quando era professore presso l'Università di Ratisbona nel quale indicava una possibile apertura ai risposati. Scriveva Ratzinger: "Sì, il matrimonio resta fondamentalmente indissolubile. Ma se un secondo matrimonio, dopo molto tempo, dimostra una grandezza morale ed è vissuto nella fede, considerando l'obbligo verso dei figli e una moglie nel nuovo rapporto, può esserci l'apertura alla comunità e alla Comunione".

È un testo molto coraggioso, quello scritto a Ratisbona: era il 1972 e il professor Ratzinger, che aveva una notevole esperienza di docente e un conclave alle spalle, era ancora sacerdote. Poi, cinque anni più tardi, nel 1977, è arrivata la chiamata di Paolo VI e l'ordinazione a Vescovo di Monaco. Proprio in questi giorni però, il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung si è accorto che nella nuova raccolta delle opere di Ratzinger qualcosa è cambiato. Il papa Emerito ha rivisto il finale di quel saggio e non compare più il passo sopracitato, ma ne spunta un altro, altrettanto coraggioso, in cui è scritto: "Anche senza questo metodo (l'annullamento del matrimonio per immaturità psicologica fin dall'inizio) i divorziati possono partecipare attivamente all'interno della comunità ecclesiastica".

Una presa di posizione molto importante quella di Benedetto XVI, che può e deve essere collegata alle conclusioni del recente Sinodo straordinario sulla famiglia e sul modo in cui la Chiesa, e papa Francesco, hanno affrontato il problema dei divorziati. Questo, specialmente, a motivo delle recenti rivelazioni de La Stampa, secondo cui l'ex pontefice fu sul punto di aprire il processo di revisione della prassi della Chiesa Cattolica nei confronti dei divorziati risposati, ma "qualcuno subito si mosse per fermare tutto".

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