Sono ad un punto decisivo le indagini per la morte di Elena Ceste, la 37enne di Costigliole d'Asti trovata cadavere un mese fa in una diga non lontano da casa. Del caso di Elena Ceste si parla in TV, nei contenitori pomeridiani e nei programmi serali come Chi l'Ha Visto e Quarto Grado che dedicano sempre molto spazio alle vicende della donna. Le ultime notizie anticipano un punto importante di questa vicenda che assume contorni sempre più strani, dove oltre all'indagato marito Michele Buoninconti, appaiono anche altri sei uomini che conoscevano Elena e un mitomane che per farsi pubblicità ha inventato di sana pianta una relazione virtuale con la donna.

Elena Ceste news di oggi: Le nuove rivelazioni del giallo, mitomane denunciato

Dalle prime analisi sul corpo di Elena Ceste, è emerso che la giovane mamma non è morta per aver assunto psicofarmaci ma mancano ancora altri dettagli importanti che determineranno se Elena presenta nei polmoni tracce di alghe. Un altro mistero è riferito alla macchina di Elena Ceste, un'auto bianca che Michele usava spesso, ma od oggi è introvabile. L'ipotesi è che il marito abbia ucciso Elena in casa e nascosta in quell'auto bianca. In seguito Michele mostrò il bagagliaio alla vicina di casa, ma non quello dell'auto di Elena bensì della sua.

C'è anche un mitomane nella vicenda di Elena Ceste. Le novità e gli aggiornamenti sul caso di Costigliole sono piene di personaggi, alcuni molto strani.

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Uno di questi è Vito R., un imprenditore edile di Savona di 39 anni, che a Quarto Grado e in seguito anche alla polizia di Asti, ha rivelato di aver conosciuto Elena in un chat. L'uomo ha mostrato le conversazioni agli inquirenti con una certa EleAsti, sposata e madre di 4 figli con cui si scambiava messaggi inquietati. La presunta Elena gli scriveva che il marito era un mostro e la strattonava, o che aveva un'amante. La polizia però analizzando le schermate ha scoperto che quelle chat erano false. L'uomo aveva falsificato la data e modificato i contenuti. Da quel momento Vito R., è stato denunciato per testimonianze false, ma si è giustificato dicendo di volere popolarità perché è depresso e aveva bisogno di soldi e andare in TV. Al geometra savonese, si aggiungono altri presunti mitomani come il Consolatore o e tutti i vari testimoni che videro Elena a Capo Verde, in Veneto o insieme ai Rom in Puglia. Una vicenda che fa pensare come l'interesse mediatico crei personaggi a caccia di popolarità in TV.