Quando un amore finisce non è solo un dolore sentimentale, ma anche economico e burocratico, visto che per diversi anni la coppia scoppiata deve farsi la guerra anche a colpi di carte bollate. Anche se un'accelerazione l'ha data la riduzione degli anni che passano dalla separazione al divorzio, oggi pari a solo 18 mesi. Ma comunque i guai restano quando di mezzo ci sono i figli, vere vittime del tutto. Salvo che il divorzio non sia consensuale e già preveda accordi anche per la divisione della prole. Tuttavia, grazie alla nuova legge n.162 dello scorso 10 novembre, frutto della conversione in legge del decreto legge 132/2014, divorziare costerà solo sedici euro.

Il costo di una marca da bollo. Vediamo cosa prevede la legge e quali Comuni l'hanno già applicata.

Le nuove disposizioni di legge

La legge prevede che un Comune possa aprire, mediante delibera, un apposito ufficio per divorzi lampo con costo quasi nullo. Ma ci sono dei casi specifici: solo quando non vi siano figli minori o portatori di handicap gravi o economicamente non autosufficienti, e a condizione che l'accordo non contenga patti di trasferimento patrimoniale. Dunque solo per casi molto semplici, dove il divorzio non lede terze figure né riguarda spartizioni patrimoniali da eseguire. Dei paletti che hanno destato diverse critiche, giacché secondo i detrattori in questo modo non si risolvono i problemi di chi non può permettersi le procedure ordinarie.

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I comuni che già si sono attrezzati, Bergamo è stato il primo

Il primo Comune che ha avviato tale sportello è stato Bergamo, mentre in altri enti locali lombardi, tra settembre e ottobre, quali Legnano e Varese, e la piemontese Pavia, si sono verificati circa 10 divorzi brevi senza però ricorrere agli uffici comunali. Ora però anche lì dovrebbero attrezzarsi. E sarà così via via per il resto d'Italia, visto che i divorzi sono ormai anche nel nostro Paese all'ordine del giorno. Anche se la crisi ha un po' frenato questa pratica, proprio per i costi che comporta.