Il finanziamento sarà erogato per progetti di sviluppo decisi insieme al governo dittatoriale dello Zimbabwe. Appena dopo pochi giorni il festeggiamento del suo novantunesimo compleanno, Robert Mugabe, l'uomo accusato di pulizia etnica, violenza politica e di aver truccato le elezioni, sembra più forte di sempre. Quest'anno è stato anche eletto presidente dell'Unione Africana, organizzazione che unisce tutti i paesi del continente.

Le sanzioni furono imposte dopo le elezioni del 2002, dichiarate truccate dagli osservatori internazionali. Mugabe utilizzò tali dichiarazioni per scaricare la colpa dei mali economici dello Zimbabwe agli imperialisti occidentali in cerca di un cambiamento di regime.

Dopo 12 anni, l'annuncio dell'adozione di una nuova Costituzione per lo Zimbabwe, ha fatto migliorare i rapporti diplomatici con l'UE, così un delegato dell'Unione: "Dopo 12 anni di sanzioni abbiamo realizzato che questa maniera di agire non funziona. Non abbiamo abbastanza forza politica per spronare le riforme necessarie al paese. Proviamo allora la strada del coinvolgimento del governo dello Zimbabwe in nuovi progetti".

I finanziamenti saranno impiegati per il miglioramento della produzione agricola, dei servizi sanitari e per la costruzione di edifici istituzionali entro i prossimi 6 anni. Tali fondi saranno erogati con la collaborazione della Banca Mondiale e dell'ufficio delle Nazioni Unite per i programmi di sviluppo. Nel caso in cui il governo dello Zimbabwe rispetti alcune condizioni di buon governo e rispetti gli accordi internazionale, i fondi potranno anche essere diretti.

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Il ministro delle finanze Patrick Chinamasa dichiara che "l'aiuto ricevuto dall'UE segna un passo significativo, ma deve essere rimossa anche la sanzione riguardante il divieto di visita e soggiorno nei paesi dell'Unione Europea posta contro Mugabe e sua moglie. In caso contrario le relazioni tra i due paesi rimarranno ancora avvelenate e improduttive".

Piers Pigou, project director per l'Africa meridionale di International Crisis Group, alla domanda se tale azione rappresenta un personale successo per il presidente Mugabe, risponde: "Se Mr Mugabe e i suoi collaboratori vogliono considerare quest'azione come un successo, la domanda è: a che prezzo? Sembra che a lui non sia costato molto, ma ha avuto costi devastanti per gli abitanti dello Zimbabwe ".