Lo scorso nove maggio in Russia si è tenuta una sfarzosa parata militare per festeggiare l'anniversario relativo ai settant'anni dalla vittoria dell'Unione sovietica sulla Germania nazista (1945), con l'ingresso dei sovietici a Berlino. Una vittoria che ricorda quella dei russi contro Napoleone Bonaparte circa due secoli prima, quando il generale francese, proprio come il Fuhrer Adolf Hitler, tentò di sconfiggere i russi in casa loro ma fu messo in gravi difficoltà da un nemico climatico non messo in conto: il freddo di quelle zone. Insomma, corsi e ricorsi storici. Grandi ambizioni di leader carismatici che però si scontrano con la dura realtà.

In Italia invece la data che ricorda la liberazione dai nazifascisti è, come noto, il 25 aprile.

Ma il 9 maggio per i russi e il 25 aprile per gli italiani, così come il 25 agosto (1944) per la liberazione di Parigi, potrebbero avere un altro senso a causa di una ricerca che potrebbe riscrivere la storia. E dare molta meno valenza all'opposizione di russi, partigiani italiani, francesi, americani, inglesi e quanti si opposero alla diabolica avanzata nazista. In particolare, uno studio condotto in maniera congiunta da due istituti: il Department of Biology del College of New Jersey insieme a un team della University of Pittsburgh. Che avanza così una ipotesi che riscriverebbe la storia su cosa ha davvero sconfitto Adolf Hitler.

Hitler sconfitto dal morbo di Parkinson

Come riporta Libero, secondo gli studiosi, a sconfiggere davvero il Fuhrer sarebbe stata una grave malattia degenerativa: in particolare, il morbo di Parkinson.

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La malattia giustificherebbe così la sua mancanza di rimorso e di compassione; ma soprattutto, sue scelte politiche e militari avventate e rischiose, messe in discussione dagli stessi gerarchi che lo coadiuvavano. Nonché, le sue azioni brutali (in primis contro ebrei e zingari). Infatti, sostiene lo studio, mosse scriteriate come l'attacco prematuro alla Russia nel 1941 o la mancata difesa della Normandia nel 1944, sarebbero da imputare al suo temperamento instabile aggravato dal Parkinson. Hitler era arrivato anche a muovere sulla cartina truppe nella realtà inesistenti. La loro teoria sarebbe poi suffragata dai filmati dell'epoca, che evidenziano un progressivo peggioramento delle abilità motorie di Hitler, e soprattutto un sempre più accentuato tremore alle mani, uno fra i sintomi più noti di questo morbo degenerativo.

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