È stato infranto l’anonimato delle famiglie campione dell’Auditel, le cui preferenze televisive contribuiscono alla determinazione dell’indice degli ascolti. Un comitato tecnico, già al lavoro, sta valutando quale sia la portata dell’inquinamento del campione di studio ed esporrà tutto il materiale all’azienda, nel consiglio di amministrazione fissato per il 14 ottobre. L’Auditel non ha ancora ufficializzato quale parte del campione sia stata corrotta.

L'errore nello specifico

La Nielsen, fornitrice di servizi Auditel, lo scorso mercoledì 7 ottobre, ha commesso l’errore che è consistito nell’invio di una comunicazione di posta elettronica collettiva, quindi a più indirizzi mail contemporaneamente, in cui ogni destinatario poteva vedere l’indirizzo di posta elettronica degli altri.

L’ammontare delle persone coinvolte è noto solo alla Nielsen e, di conseguenza, all’Auditel. Non si sa quali identità siano state “violate”, dato che molto spesso nella scelta del nome utente delle e-mail, si utilizzano raramente i dati anagrafici completi, facendo ricorso ad abbreviazioni e nickname.

Possibili evoluzioni solo dopo il cda del 14 ottobre

L’elemento cruciale per l’Auditel e per tutti i soggetti che si basano sui suoi dati per la compravendita di spazi pubblicitari, è capire per quanta parte del campione di 15 mila 600 famiglie, sia venuta meno la “segretezza” che rendeva affidabile il campione. Fino alla riunione del consiglio di amministrazione del 14 ottobre, Auditel ha deciso di continuare a monitorare le abitudini televisive delle medesime famiglie facenti parte del gruppo di studio, e di non variarne la composizione.

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Non è ancora chiaro quali saranno le linee di intervento e le eventuali conseguenze nei confronti della Nielsen per quanto accaduto. La veridicità dei dati del campione di cui si analizzano le abitudini davanti al piccolo schermo, unita alla qualità del metodo di rilevazione ed elaborazione degli elementi raccolti, sono il vero punto di forza di Auditel.

Ma nel concreto, cos'è l'Auditel?

La società è nata a Milano il 3 luglio del 1984 e ha distribuito le prime statistiche già due anni dopo. Tramite un piccolo apparecchio direttamente collegato al televisore ed alla linea telefonica, consente di conoscere su quali canali e programmi televisivi sono sintonizzati i teleschermi delle persone monitorate, determinando il numero di ascoltatori nelle differenti reti televisive e nelle diverse fasce orarie. Attraverso tale computo vengono stabilite le tariffe per gli spazi pubblicitari e la loro conseguente efficacia in termine di ascolti. Si tratta, quindi, anche dello strumento con cui si misura il successo o l'insuccesso dei programmi televisivi. Nell’ottica della trasparenza e per cercare di non perdere l’affidabilità motivo della sua esistenza, Auditel ha comunicato subito quanto accaduto a tutti i soggetti interessati.