Terribile tragedia nella regione Calabria dove un uomo si è tolto la vita nel giardino della sua abitazione lasciando figli, nipoti e familiari. Un'atrocità dopo l'altra nella regione. L'uomo era un nonno, molto amato dalla sua famiglia e dai suoi nipoti e da tutti i vicini. Tutti lo hanno descritto come una persona speciale e socievole. A trovare il corpo dell'uomo e l'arma usata per il suicidio sarebbe stato il figlio. Vediamo nel dettaglio la prima ricostruzione dell'accaduto.

Il suicidio in giardino

La vittima del folle gesto è un anziano signore di 80 anni. Si chiamava Antonio Aurelio Curello e tutti lo adoravano. Cosa è scattato nella sua testa il 30 ottobre non lo sapremo mai.

A fare la tragica scoperta il figlio, che lo avrebbe trovato seduto sulla sedia del giardino con la pistola accanto. L'arma era regolarmente detenuta dall'anziano ed era una pistola calibro 6,35. L'uomo l'ha usata per spararsi alla testa. Nel giubbino, che l'uomo indossava nel giorno del suicidio, i carabinieri hanno rinvenuto un biglietto. La grafia era ovviamente incerta ma faceva trasparire un sentimento di sofferenza. Le forze dell'ordine sono riuscite a decifrarlo e sul biglietto c'era scritto 'Sono stanco'. Una stanchezza di vivere che lo ha portato alla morte. Tanto il dolore del figlio che ha fatto la tragica scoperta. 

Le indagini sono in corso

La comunità si stringe attorno ai familiari, ai nipoti e a tutti gli amici di famiglia che piangono la scomparsa dell'anziano. I familiari non riescono ancora a rassegnarsi e il motivo vero del folle gesto resterà sempre un mistero.

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Le forze dell'ordine stanno continuando le indagini per cercare una pista plausibile e ricostruire anche la dinamica. Verranno sentiti familiari e amici per capire quali fossero i reali disturbi dell'anziano e cosa gli provocasse questo stato di grande insofferenza. In attesa di ulteriori risvolti sull'argomento vi invitiamo a cliccare sul tasto 'Segui' posizionato in alto accanto al nome dell'autore dell'articolo che avete appena letto.