Un anno fa è stato barbaramente ucciso e buttato in un torrente tra le campagne di Santa Croce Camerina, oggi viene ricordato con l'inaugurazione di una targa commemorativa alla presenza delle autorità, dei cittadini e dei compagnetti ancora sconvolti per quanto accaduto il 29 novembre 2014 a Loris Stival. Il piccolo sarebbe stato ucciso dalla madre Veronica Panarello con delle fascette di plastica e il suo corpo privo di vita fu nascosto in un canalone tra le campagne vicine al Castello di Donnafugata.

Loris Stival, il giorno del ricordo a Santa Croce Camerina a un anno dal delitto

Questa la ricostruzione della procura della Repubblica di Ragusa che ha chiesto al Gup il rinvio al giudizio della presunta infanticida per omicidio volontario e occultamento di cadavere aggravati dal rapporto di parentela.

Mentre la donna continua a sostenere di non aver commesso il delitto (il bimbo, secondo lei, si sarebbe autostrangolato in un incidente mentre stava giocando) ma ha ammesso dopo la chiusura delle indagini preliminari di averne nascosto il cadavere. L'udienza preliminare è fissata per i 3 dicembre. Queste le ultime notizie sul fronte giudiziario. Oggi, 29 novembre 2015, è il giorno del ricordo a Santa Croce Camerina. "Il nostro pensiero vola a te, al tuo dolce sorriso", si legge nella targa commemorativa scoperta oggi davanti alla scuola che frequentava Loris Stival. "Il vivo ricordo, se non cancella il dolore - prosegue l'epigrafe commemorativa in ricordo del piccolo - ci consente di pensarti né spento né lontano, ma - viene sottolineato - vicino a noi, al sicuro nei nostri cuori dove continui a giocare e a sorridere.

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Per sempre!". Il coro, composto non solo dai bimbi ma anche dai loro genitori e dagli insegnanti, ha poi intonato un canto in ricordo di Loris scritto dalla preside Giovanna Campo. Poi i compagni di classe del piccolo Loris hanno letto dei messaggi scritti per ricordare il bimbo barbaramente ucciso forse dalla madre in preda a un delirio di follia.

Il dolore composto di Davide Stival e il messaggio di Veronica Panarello al figlio

A seguire la processione fino alla chiesa in cui è stata celebrata la messa in ricordo del piccolo. Composto il dolore del padre Davide Stival durante la messa. "Loris - ha detto Padre Flavio oggi nella sua omelia - non dobbiamo vederlo come un bambino che sta soffrendo nel limbo e patendo un tormento senza fine attendendo la verità. Loris - ha detto incoraggiando in particolar modo in bambini in questo giorno particolare - gode del Paradiso. E' angelo di Dio e come angelo - ha sottolineato il sacerdote - vogliamo ricordarlo oggi. Non come figura che non trova pace e gioia - ha spiegato Padre Flavio - ma angelo che veglia su di noi e ci dà la forza per ricominciare".

Intanto, nel luogo in cui fu ritrovato il cadavere del piccolo Loris Stival sono comparsi i messaggi della mamma e del nonno Francesco Panarello. "Cucciolo di mamma", scrive Veronica rivolgendosi al suo piccolo Loris e raccontando del suo dolore in questi "dodici lunghi interminabili mesi. La tua mancanza - ha aggiunto la donna, ancora detenuta nel carcere di Agrigento su misura cautelare - si fa ogni giorno più atroce, non vivo più da quel maledetto 29 novembre. La mia vita - ha proseguito facendo riferimento anche alla Madonna -ha finito di esistere per sempre".