Roberta Bruzzone (42 anni) nota criminologa ospite da diversi anni presso le più importanti trasmissioni e talk-show televisivi, ha detto la sua su Michele Buoninconti (46), condannato a 30 anni di carcere per l'omicidio di sua moglie Elena Ceste (37). La Bruzzone ha analizzato una frase chiave detta dall'uomo, che ha smentito in maniera chiara e totale, la buonafede dell'ex vigile del fuoco, che si è più volte dichiarato estraneo alla vicenda. Ecco la frase in questione: "Come avrei potuto serrare con una mano la bocca di mia moglie e con l'altra difendermi dai suoi colpi?". Queste parole pronunciate da Buoniconti in tribunale, lo hanno incastrato definitivamente.

La criminologa ha affermato al riguardo: "Nessuno aveva mai descritto così nei dettagli la morte di Elena, quella frase è stata un autogol". Gli avvocati dell'uomo hanno comunque annunciato che ricorreranno presto in Appello. 

Michele: la libertà sembra oramai lontana

Nonostante le intenzioni dei legali di Buoninconti, la dottoressa Bruzzone crede poco in un cambio di idea da parte dei magistrati. Ella ha infatti dichiarato: "Appello e Cassazione confermeranno questa condanna a 30 anni". Tornando alla frase incriminata, è d'uopo sapere che fino a quel momento, l'accusa aveva sempre sostenuto che la povera Elena sarebbe stata soffocata sul letto coniugale, ma non era mai riuscita a stabilire precisamente in quale modo. Ricordiamo infatti, che la moglie di Michele fu ritrovato il 18 Ottobre 2014, circa nove mesi dopo la sua scomparsa, ed il suo cadavere era oramai in avanzato stato di decomposizione.

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Difficile dunque poter fare analisi così approfondite su quei miseri resti. Ad incastrare Michele, sono state però anche le menzogne dell'uomo, usate per fare allontanare da sè qualsiasi sospetto. Come non ricordare per esempio, quando lo scorso anno telefonò in diretta ad un'inviata del noto programma Mediaset Pomeriggio 5, con il falso nome di Armando Diaz, col fine esclusivo di depistare le indagini? A questo, ricordiamo anche il tentativo di chiamare in causa due presunti amanti di Elena, che in seguito risultarono totalmente estranei ai fatti. Il processo, intanto, sembra dover continuare; vedremo a breve gli sviluppi.