Secondo quanto riportato dall'Ansa, l'imputato nel processo relativo a Mafia Capitale Luca Odevaine avrebbe parlato anche del capitano della Roma Francesco Totti, colpevole, secondo quanto dichiarato dall'ex vice capo di gabinetto di Walter Veltroni, di aver pagato a nero alcuni vigili urbani per far sì che quest'ultimi vigilassero straordinariamente sui suoi figli. Lo avrebbe dichiarato durante l'interrogatorio svoltosi lo scorso 15 ottobre in carcere e davanti ai pm titolari dell'indagine.

Le parole di Odevaine su Francesco Totti

"Alcuni vigili urbani facevano vigilanza ai figli del capitano della Roma Francesco Totti, ma lo facevano fuori dall’orario lavorativo e venivano pagati in nero, dal calciatore stesso. L’esigenza era sorta perché era giunta una voce di un progetto di rapimento del figlio di Totti.

Io ne ho parlato col colonnello Luongo dei carabinieri, il quale, tenuto conto della natura della notizia, arrivò alla conclusione che non era il caso di investire il comitato per la sicurezza ma che era meglio trovare un altro modo per provvedere”.

Le altre confessioni di Odevaine su Mafia Capitale

Non si è limitato solo a questo Luca Odevaine, parlando di Gianni Alemanno, Umberto Marroni e di imprenditori come Gaetano Caltagirone. Queste le sue parole su Alemanno: “La destra non aveva alcun soggetto economico su cui fare riferimento e l’amministrazione Alemanno, nel giro di pochi anni, individuò nel sistema Buzzi il riferimento nel settore del sociale per aggiudicarsi i lavori". Le parole su Umberto Marroni, invece: "Umberto Marroni, all'epoca in qualità di capo dell'opposizione PD, aveva trovato col sindaco un accordo secondo il quale ciascun consigliere comunale aveva una somma libera da destinare alle iniziative di proprio interesse (circa 400.000 €).

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Riccardo Mancini mi riferì che era stata concordata una tangente, che fu pagata da Caltagirone, per quanto riguarda l'affare edilizio della Bufalotta".

Odevaine ha affrontato, poi, anche il discorso sulle concessioni ai camion bar: "430 licenze su 500 erano tutte intestate alla famiglia Tredicine-Falasca che finanziavano la politica romana in toto. Durante il periodo di Veltroni, avevo riscontrato seri problemi per quanto riguarda l'assegnazione delle concessioni ai camion bar, si trattava di licenze rilasciate tutte con carattere di temporaneità e per ambiti ristretti. Via via, però, si erano espanse illegittimamente."