Portano confusione le parole del fidanzato della giovane Valeria Solesin, coinvolta nell'attentato del 13 novembre al Bataclan di Parigi. Se per un giorno e mezzo non si sono avute notizie della dottoranda e nessuno degli amici sapeva dove fosse, ora spunta il racconto diAndrea Ravagnani, il quale ha dichiarato di essere stato affianco a Valeria per ben due ore, in quei terribili momenti, e di essersi addirittura finto morto. Difficile dare una spiegazione ai fatti: come? Non si era detto che la Solesin era dispersa? Le dichiarazioni dell'uomo sembrano contraddire 'in termini' quanto dichiarato a seguito dell'attacco nella capitale francese: nessuno sapeva dove fosse finita la giovane, erano stati in tanti a sperare e pregare che la studentessa veneziana fosse trovata viva, e invece, si era già a conoscenza del suo destino?

Ravagnani: 'È morta tra le mie braccia'

Particolari commuoventi quanto inquietanti quelli che emergono dal racconto del fidanzato di Valeria Solesin, il quale ha dichiarato che a seguito dei due colpi che hanno raggiunto la fidanzata, lui è rimasto abbracciato a lei per ben due ore, fingendosi morto; i terroristi passavano infatti tra i corpi per non lasciar fuggire nessuno tra gli ostaggi. In teoria, Valeria è morta 'dissanguata' tra le sue braccia, come si può leggere anche su alcuni quotidiani. Le dichiarazioni di Ravagnani sembrano contraddire quanto raccontato a seguito di quel drammatico venerdì sera, quando aveva detto di non sapere dove fosse Valeria; un'amica l'aveva vista ferita, ma non si aveva notizia della giovane.

Ora invece tutti sapevano dove fosse, il fidanzato ha trascorso anche due ore abbracciato con lei sanguinante: non si è accorto che la ragazza era morta? Per sciogliersi dalle accuse di incongruenze nel racconto, AndreaRavagnani ha spiegato alla procura di Venezia che numerosi colpi sono stati sparati tra la folla e che due hanno colpito Valeria.

È stato in quel momento che lui l'ha abbracciato e si è finto morto per evitare di essere ucciso dalla follia dei kalashnikov. All'arrivo delle forze di polizia parigine, lui è scappato e per questo motivo non sapeva dove fosse Valeria. Ha però anche dichiarato di aver sperato fino all'ultimo che la ragazza si fosse salvata.

Inutile capire come mai prima di scappare, dal momento che era abbracciato a lei, non abbia cercato di far scappare anche la Solesin. In ogni caso, il racconto di Ravagnani trova spazio solo tra coloro che vogliono conoscere i dettagli di quei momenti e non certo di coloro che vogliono omaggiare la giovane dottoranda veneziana senza confusione o incertezze. Naturalmente queste sono solo nostre supposizioni, forse le stesse che si leggono in queste ore sui Social, a partire da twitter, che in questi giorni ha raccolto migliaia di foto di Valeria in attesa del suo arrivo in Italia per l'ultimo saluto. I genitori sono stati salutati anche dal Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini.

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