Continua a far discutere molto il caso di Bryan, il bimbo di Parma venuto al mondo la notte di Natale con una grave malformazione fisica mai segnalata dai medici durante la gravidanza. Bryan è nato senza le arti inferiori tra la sconforto e la sorpresa generale di medici e genitori che adesso chiedono di conoscere la verità. Monica, questo il nome della mamma del bimbo, si è dapprima sottoposta a costanti controlli presso una clinica privata per poi passare alla Casa della Salute del’Usl dove, alla 32esima settimana di gravidanza, ha fatto anche una ecografia dalla quale non è venuta fuori alcuna anomalia. Fino al giorno del parto, dunque, i controlli effettuati non avevano dato segnali di alcun tipo che potessero far pensare a complicanze, per questo il parto all’Ospedale Maggiore avrebbe dovuto essere un lieto evento come tantissimi altri, ma così non è stato.

Quando è nato Bryan, intorno alle ore 2 del 25 dicembre, le ostetriche lo hanno subito coperto e portato via, solo alcune ore dopo i genitori hanno scoperto l’amara verità. Il neonato non ha gli arti dal ginocchio in giù, le condizioni di salute sono buone, ma è possibile che nessuno durante tutto l’arco della gravidanza si sia accorto di nulla? Gli esperti dicono che l’handicap del bambino nato nel parmense avrebbe dovuto riscontrarsi già dalla 12esima settimana, eppure la gravidanza di Monica è andata avanti regolarmente tra controlli in cliniche private e pubbliche, ma nessuno ha notato nulla.

Adesso i genitori di Bryan vogliono conoscere nome e cognome di un responsabile, vogliono sapere chi ha sbagliato e perché. Chi ha sbagliato deve pagare. Nella giornata di ieri, Giovedi 7 gennaio, si sono incontrati Massimo Fabi,  direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria ed Elena Saccenti, direttore dell’Usl di Parma per fare il punto sulle inchieste interne disposte per chiarire la vicenda del piccolo nato nella Notte di Natale.

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Ragusa, bimbo morto in Ospedale, indaga la Procura

Da Parma a Ragusa i chilometri sono tanti, ma il passo è molto breve per un’altra storia di bimbi e malasanità e per un’altra famiglia che, come quella di Bryan, chiede giustizia. La storia è quella di un bimbo di 11, figlio di genitori albanesi, deceduto ieri mattina presso l’Ospedale Paternò Arezzo di Ragusa. I genitori avevano già portato diverse volte il bimbo al pronto soccorso, ma come accaduto anche per il caso di Gianluca Forestiere del quale si sta molto parlando in questi giorni, il ragazzino è stato rispedito a casa, solo 2 giorni fa, quando la famiglia lo ha riportato presso il nosocomio ragusano, i medici hanno capito la gravità della situazione disponendo dapprima il trasporto in elisoccorso presso l’Ospedale di Messina e poi, dato che l’intervento in elicottero non si è potuto effettuare per via del maltempo, hanno pensato di accompagnarlo in ambulanza, ma le ore che sono trascorse sono state fatali per il bimbo, deceduto a seguito di una serie di arresti cardiaci.

La reazione della famiglia è stata violenta, la mamma del piccolo ha aggredito un medico e chiede giustizia. Sul caso sta indagando la Procura di Ragusa che avrà il compito di accertare se ci sono state responsabilità e da parte di chi.