Questa mattina il centro di Giacarta è stato scosso da una catena di esplosioni seguita da un'intesa sparatoria per le vie della città che ha lasciato almeno sette morti. Dopo alcune ore di caos e scontri, la polizia ha dichiarato che la situazione è sotto controllo, e che i quattro sospettati di aver preso parte all'assalto sono stati arrestati.

L'attacco è stato perpetrato dai terroristi dello Stato Islamicoche avevano come obiettivo gli stranieri e gli ufficiali delle forze di sicurezza. Dopo le 10:30 della mattina ora locale, i media locali hanno informato dell'esplosione di alcune bombe artigianali in una zona centrale dell'Indonesia molto vicina al palazzo presidenziale e all'ufficio delle Nazioni Unite che è, inoltre, la sede di diverse ambasciate e di uffici di grandi aziende.

Un altro attacco è stato perpetrato contro una caffetteria Starbucks che si trova davanti al centro commerciale Sarinah.

Rivendicazione da parte dello Stato Islamico

Il capo della polizia di Giacarta, Tito Karnavian, ha dichiarato che "dietro questo attacco c'è lo Stato Islamico". Il combattente indonesiano in Siria, Bahrun Naim, "lo stava organizzando da molto tempo", "c'è lui dietro questo attacco", ha aggiunto al portale Reuters.

L'Indonesia è il paese a maggioranza mussulmana più popolato dal mondo, ma ha un governo secolare e influenti minoranze cristiane, induiste e buddiste. Nonostante la sua lontananza dal Medio Oriente, il paese ha sperimentato diversi attacchi terroristici da parte dei militanti islamici che hanno ucciso centinaia di persone, inclusi gli attentati all'isola turistica di Bali del 2002 e del 2005 e agli alberghi di Giacarta del 2003 e del 2009.

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L'ultima volta, due bombe in due alberghi hanno ucciso sette persone.

Il presidente della nazione indonesiana, Joko Widodo, ha affermato che "non bisogna esseri spaventati. Non verremo sconfitti da atti terroristi come questo". In risposta alle sue parole, gli internauti indonesiani hanno creato su Twitter l'hashtag "non abbiamo paura".