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Le cronache di questi giorni evidenziano il caso del 28enne friulano Giulio Regeni e della sua morte avvenuta dopo la scomparsa (il 25 gennaio), in seguito alla partecipazione a una festa di compleanno insieme ai suoi 'amici' (informazione postata nel sito di Al Ahram). Il corpo del giovane è stato ritrovato nella periferia a nord del Cairo e le indagini effettuate dall'esame autoptico, eseguito all'Istituto di medicina legale dell'università La Sapienza da Vittorio Fineschi, spiegano la morte del ricercatore dovuta a un violento pestaggio in cui è stata lesa la colonna cervicale; una brusca torsione al collo compiuta da una persona postagli davanti ne avrebbe compromesso il midollo spinale portandolo a una crisi respiratoria e infine al decesso.

Oggi i genitori di Giulio, Paola Defendi e Claudio Regeni, raccontano di un figlio che non ha mai dimostrato timore mentre le domande dei pm della Procura romana cercano di ricostruire il cammino di questo ragazzo che ormai era di 'casa' in Egitto; unica preoccupazione era dovuta alla ricorrenza della rivoluzione di piazza Tahrir, in cui fu rovesciato, il 25 gennaio 2011, il regime di Mubarak. 

L'intervista di Concita De Gregorio a Maurizio Molinari

Concita De Gregorio (giornalista ed ex direttrice del giornale 'La Repubblica') intervista Maurizio Molinari, autore del libro Jihad e direttore de 'La stampa', chiedendo un suo giudizio sul caso Regeni evidenziato nell'ultima pubblicazione 'il mistero dei venditori ambulanti'. L'articolo esprime la difficoltà della popolazione egiziana per una situazione di grande incertezza comune che non permette di vivere una stabilità sociale; sballottati tra gli oppositori del governo di Al Sisi e i militari attivisti in suo favore, ogni mezzo utilizzato diventa lecito per il potere al fine di preservarlo, anche a costo di violenti soprusi e d'inumana ferocia.

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Così si capisce che mentre il ricercatore Giulio Regeni indagava sulla politica egiziana, è rimasto intrappolato dal 'sindacato dei venditori ambulanti' in quella 'zona grigia' e misteriosa dell'informazione che è contro il potere; un losco ambiente in cui 'vivono' anche molti infiltrati del Presidente Egiziano Abdel Fattah Al Sisi, dove è caduto nella trappola perché si era intuito il suo tentativo di 'denuncia'. Trattato come uno dei tanti oppositori, è stato fatto scomparire dall'attuale governo che in soli tre mesi sembra averne altri 160 sulla coscienza.

Cos'è accaduto realmente

Tutto sembra incentrato sulla finzione di un incidente stradale, nel tentativo di nascondere la realtà dei fatti che avrebbero portato alla morte il fiorentino Giulio Regeni. Il ragazzo indagava da tempo sulla situazione politica egiziana e con l'intenzione di raccogliere informazioni per 'denunciarle' sul giornale 'Il Manifesto' con la quale collaborava, era diventata sua abitudine fare questi viaggi in Egitto.

Questo gli era utile per comprendere cosa stesse accadendo in seguito al colpo di Stato del 3 luglio 2013 in cui prese potere Abdel Fattah Al Sisi cambiando le sorti del Paese. Indagare sulle misteriose scene politiche egiziane l'hanno portato a pagare a caro prezzo il tentativo di salvaguardare la 'minoranza' egiziana dai soprusi del potere e fidandosi di quelle persone, che sembrava volevano aiutarlo a compiere un gesto eroico, responsabile e orgoglioso, non è riuscito nel tentativo di costruire un ponte umano tra noi e quella comunità di pensiero, spegnendosi purtroppo nella realtà del grande Medio Oriente in guerra.