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Nell'ultima puntata del noto programma Mediaset Quarto Grado, Alessandra Viero e Gianluigi Nuzzi, conduttori della trasmissione, sono tornati ad occuparsi del Delitto di Pordenone. E' passato quasi un anno da quando Teresa Costanza e Trifone Ragone (30 e 28 anni al momento della morte) furono uccisi nel parcheggio della palestra da loro frequentata da mano ancora ignota. Gli unici indagati al momento sono Giosuè Ruotolo (27) per omicidio, e la sua fidanzata Rosaria Patrone (25) per favoreggiamento ed istigazione.

Teresa e Trifone erano una coppia perfetta: belli e brillanti nel lavoro, erano per questo molto invidiati. Si pensa che Giosuè, amico e collega del Ragone, abbia covato dei complessi di inferiorità nei confronti di quest'ultimo.

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Si parla inoltre di una lite tra i due militari, scaturita forse da alcuni insulti e calunnie che Ruotolo avrebbe mandato a Teresa tramite un contatto anonimo su Facebook. La madre del militare assassinato è però perplessa al riguardo. 

I dubbi di Eleonora Ragone

Lo staff di Quarto Grado ha intervistato Eleonora Ragone, la madre di Trifone, la quale ha detto la sua circa il punto della situazione, manifestando alcune perplessità. Per esempio ha dei dubbi sulla sincerità dei due commilitoni (coinquilini del figlio) che sono stati interrogati negli ultimi mesi dagli inquirenti. "Perchè stanno parlando dopo un anno? Perchè non hanno detto tutto prima?" si è chiesta Eleonora. Se i due erano già a conoscenza dei rapporti turbolenti tra Giosuè e Trifone, perchè non hanno dichiarato il tutto in un primo momento? "Lo avrebbero dovuto fare anche in quanto militari" ha affermato la signora Ragone.

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La donna pensa inoltre che la lite, sempre ammesso ci sia stata, non fosse dovuta alla gelosia ed all'invidia di Ruotolo nei confronti di suo figlio, bensì da qualcosa legato al loro lavoro, alla caserma. Forse Trifone vide qualcosa che non avrebbe dovuto vedere, e per questo forse, ha dichiarato Eleonora Ragone, i due commilitoni interrogati "non hanno detto niente all'inizio".