E' di sei morti ed oltre trenta feriti il bilancio del doppio attacco suicida compiuto a Nguetchewe, villaggio situato nel nord del Camerun, dai fondamentalisti islamici di Boko Haram. I due kamikaze sono riusciti ad intrufolarsi in una cerimonia funebre, portando a termine il loro diabolico piano poco dopo le sei del mattino. Un funzionario della polizia camerunense ha riferito ad Afp (Agenzia di stampa angolana) che fra le vittime ci sarebbero diversi bambini. L'attentato è il quinto dall'inizio dell'anno nella regione nord del Camerun, ritenuta dagli osservatori una delle più permeabili alle incursioni di Boko Haram (il Camerun, va ricordato, condivide quasi 2000 chilometri di confine con la Nigeria), divenute sempre più efferate.

L'ultimo in ordine di tempo si è verificato lo scorso 25 gennaio, nei pressi del mercato di Bodo, città vicina al villaggio colpito questa mattina: in quell'occasione i morti furono 32. Stando alle autorità camerunensi, sarebbero circa 1200 le persone uccise dagli islamisti dal 2013 ad oggi nella regione in questione. 

La guerra contro Boko Haram - L'Unione Africana ha annunciato nei giorni scorsi di essere pronta a sborsare 250 milioni di dollari per aiutare i Paesi maggiormente coinvolti a combattere il movimento islamico. Denaro che, nelle intenzioni dell'Ua, andrebbe a finanziare il contingente militare multinazionale impegnato attualmente nei pressi del lago Ciad, zona in cui i fondamentalisti si sono "rintanati" dopo le operazioni successive all'entrata in guerra di Ciad, Niger e Camerun.

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Un cambio di strategia obbligato per Boko Haram, che, costretto a ritirarsi dalle roccaforti storiche delle origini, ha concentrato i suoi attacchi proprio nei tre Paesi sopramenzionati. Basti pensare che negli ultimi quattro mesi del 2015 gli attentati compiuti fuori dai confini nigeriani hanno raggiunto, in termini numerici, quelli compiuti sul territorio nigeriano, da sempre avamposto privilegiato dei fondamentalisti, che lo scorso mese di marzo hanno annunciato la loro affiliazione all'Isis.