Era il 12 maggio del 1995 quando il mondo della musica italiana dava il suo commosso addio ad una delle interpreti più straordinarie dell'intero panorama musicale. MiaMartini, Mimì, moriva.

Quell'infamante accusa che le pesava nel cuore

Esiste una superstizione nel mondo musicale, una superstizione che per definizione nasce dall'ignoranza e ferisce. Mia Martini, come altri artisti italiani, veniva considerata una "jettatrice". Per quale assurdo motivo nessuno l'ha mai spiegato. Sta di fatto che per anni Mimì è stata letteralmente bandita dal mondo della musica, soffrendo di questa emarginazione, soprattutto dato il suo animo delicato e sensibile.

Nata a Bagnara Calabra il 20 settembre del 1947, Domenica Bertè, così si chiamava, aveva solo 48 anni quando se n'è andata, lasciando un vuoto incolmabile non solo tra i suoi affetti (prima fra tutti la sorella Loredana) ma anche tra i suoi ammiratori e tra coloro che la amavano.

Il rapporto con la sorella Loredana egli ultimisuccessi

Sorella maggiore di Loredana, Mimì con lei aveva sempre avuto un rapporto difficile. Entrambe cantanti, entrambe donne forti e fragili. Mimì aveva esordito negli anni '60,registrando i primi successi solo nel decennio seguente. Per lei avevano scritto Baglioni, Venditti, Fossati. Con Ivano Fossati aveva stretto un proficuo rapporto professionale che era stato però bruscamente e ottusamente ostacolato proprio da quella fama macabra.

Mimì si era addirittura ritirata dalle scene; un ritiro durato sino all'inizio degli anni '80. Poi, nel 1989, lo straordinari successo di una delle canzone più note e più belle di Mimì:''Almeno tu nell'universo'', cantata sul palco dell'Ariston a Sanremo. Poi, nel 1991, "Gli uomini".

Quella morte maledetta

Fino a quel maledetto giorno, perché allora si, solo in quel caso si può parlare di maledizione.

Il suo cuore smise dibattere. Nonostante ipotesi di suicidio smentite ripetutamente, la causa di morte ufficialmente accertata rimane l'infarto. Mimì fu trovata sola in casa, con il cuore spezzato. Impossibile affermare che fu il dolore ad ucciderla, anche se l'ombra di quella jettatura non la lascerà mai. Era mattina quando Mimì non rispose al campanello suonato dal manager Sepe, in Via Liguria 2 a Cardano del Campo, Varese.

Era primavera, e da due giorni Mimì era morta. Renato Zero chiamò Loredana e le disse solo "spegni tutto, sto arrivando". La ricordiamo così, come la videro per l'ultima volta, con il volto sorridente e le cuffie del walkman in testa. Sola fino all'ultimo giorno, con accanto l'unica che non l'ha mai lasciata, la musica.

Ciao Mimì.

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