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Due aziende italiane che lavorarono per ultimare in fretta i lavori per l'Esposizione universale, a distanza di diversi mesi dalla chiusura dell'evento, non sono ancora state pagate dalla società di Expo e sarebbero finite in fallimento per il mancato pagamento dei lavori fatti per il grande evento tenuto a Milano. A farne le spese i 160 lavoratori, che avevano lavorato giorno e notte nei cantieri di Expo e ora si ritrovano senza un posto di lavoro.

Le due aziende costrette al fallimento

Le due aziende finite in rovina sono tra quelle che hanno partecipato alla corsa contro il tempo per ultimare i lavori prima dell'inaugurazione dell'evento.

Aziende e maestranze erano state persino ringraziate dalle istituzioni per aver reso possibile l'avvio di Expo nel migliore dei modi, ma non sono state pagate e questo le ha costrette al fallimento.

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La Tecnochem di Bergamo

Una delle aziende in questione è la Tecnochem di Bergamo, che ha realizzato i materiali per la costruzione del ponte sull'Autostrada A4, e avrebbe dovuto percepire un compenso di 2 milioni di euro. L'azienda ha impiegato 60 dipendenti nelle lavorazioni per Expo, tutti rimasti senza lavoro, da quando, il 6 Aprile scorso, l'azienda è gestita da un curatore fallimentare.

Lo sfogo dell'ex titolare

L'ex titolare dell'azienda, Maria Luisa Rosignoli, ha spiegato che l'azienda avrebbe dovuto ricevere i pagamenti nel Maggio 2015, all'avvio dell'esposizione. Ma poi la data è slittata a luglio e alla fine il bonifico non è mai arrivato. "Il mancato introito di 2 milioni di euro ci ha costretto a chiudere" ha spiegato la donna, che definire "un dramma per la società" la perdita dei circa 65 posti di lavoro dei dipendenti.

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L'altra azienda fallita è la Stratex

L'altra società costretta a chiudere definitivamente le saracinesche a causa del mancato pagamento è la Stratex, che aveva la propria sede in provincia di Udine che, tra le varie cose, ha costruito il padiglione cinese. Anche questa azienda è finita in fallimento, e gli 80 lavoratori che aveva in organico sono stati mandati a casa. Ma il curatore fallimentare, Maurizio Variola, smentisce che la causa dei mali della Stratex sia attribuibile al mancato pagamento dei lavori per Expo. L'azienda sarebbe stata messa male comunque. Ma di certo quel mancato introito, non l'ha aiutata.