Davvero convinti che contattare gli alieni sia una cosa positiva e giusta da fare? Secondo alcuni ricercatori, tra cui lo scienziato John Gertz, contattare gli alieni è una cosa non solo grave da fare, ma andrebbe a discapito dell'Uomo. "Il valore che danno le persone agli esseri di luce è sbagliato: non dovremmo poi così tanto fidarci, paragonare gli alieni ad esseri celestiali e privi di cattiveria, non solo è sbagliato, ma è controproducente", dichiara Gertz in un'intervista sul sito arxiv.org. Il presidente, direttore del FIRSST, nonché fondatore responsabile del SETI (ricerca di vita intelligente nel cosmo), dichiara inoltre che il pericolo degli alieni potrebbe essere imminente e inaspettata: "Dovremmo finirla di 'catturare' messaggi alieni o espanderli nello spazio come se conoscessimo questi esseri da millenni.

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E' come un'amicizia sconosciuta su Facebook, se l'accettiamo, non possiamo mai capire cosa potrebbe esserci dall'altra parte dello schermo". Parole forti quelle dello scienziato, che nell'intervista spiega anche come sia iniziato tutto questo. La ricerca di vita intelligente è iniziata negli anni '60, quando l'uomo attuava domande dopo gli innumerevoli avvistamenti avvenuti negli USA. "All'inizio della creazione del SETI", dichiara John "non si avevano molti risultati tecnici, la risposta era da attribuire alla scarsa tecnologia e ai pochi finanziamenti governativi".

In poche parole all'epoca si aveva poca considerazione dell'ufologia e nuovi mondi, da non voler buttare soldi così tanto per, ma questo non ha fatto demordere gli scienziati che hanno applicato nuovi sistemi e finanziato personalmente la ricerca scoprendo molte cose, tra cui il fatidico segnale "woow".

Gli scienziati hanno paura del contatto alieno

Lo scienziato Gertz, inoltre, tiene a sottolineare che questo "esperimento" potrebbe essere una cosa non solo sbagliata, ma catastrofica, a causa dei pochi studi attuati su di esso e la poca considerazione che viene applicata al programma SETI.

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Insomma, secondo il ricercatore, la Terra sarebbe in pericolo, e il pericolo, dopo le parole dell'astronomo e scienziato britannico Hawking, proverrebbe ancora una volta dagli alieni di altri mondi. Un insieme di domande senza risposta, tiene a ribadire Gertz: "Faremo di tutto per far riflettere i collaboratori del SETI e a farli smettere di voler 'contattare' gli alieni nella vana speranza di un messaggio, perché l'unica cosa che potrebbe accadere, non è di certo un messaggio, ma l'arrivo di una vera e propria flotta pronta ad attaccarci".

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