Pianeta abitabile a soli 1200 anni luce dalla Terra: è del 40 % più grande e potrebbe avere oceani e un'atmosfera. Un possibile candidato, afferma la NASA in una recente intervista. "Il pianeta, denominato Kepler-62f, avrebbe le caratteristiche di un pianeta vivibile". Gli studi, condotti ed elaborati dal modello matematico Aomawa Shields, in California, farebbero pensare ad un possibile candidato per la razza umana. "Il primo pianeta che risulta soddisfare tutte le caratteristiche terrestri". 

La caccia ai pianeti avrà inizio non prima del 2024, quando i satelliti che verranno mandati in orbita saranno equipaggiati per la missione, spiega Isabella Pagano, direttore dell'Osservatorio astrofisico di Catania che azzarda poche parole sulla nuova scoperta: "Per ora resta uno dei pianeti preferiti alla NASA" afferma Pagano, ma non dovremmo poi così tanto esultare essendo che ne conosciamo solo una parte; tutto questo dubbio emerge dalla distanza che si ha dal pianeta Kepler-62f: la distanza è nostra nemica e non ci fa elaborare al meglio i dati.

Pubblicità

Per quanto concerne questo pianeta potrebbe non essere roccioso e nemmeno attivo. "Non abbiamo di certo macchinari in grado di elaborare dati così contorti, ma poco è bastato alla NASA per creare modelli matematici e grafici in 3d per selezionare i pianeti che potrebbero avere quel mix giusto per far sperare ad un possibile ed ennesimo candidato alla vita". 

"Un surplus di pianeti sono stati scoperti recentemente, ma solo un quarto è nella fascia abitabile e quindi un possibile candidato per eventuali studi approfonditi".

Per essere un pianeta abitabile non deve essere troppo vicino e nè troppo lontano alla stella 'madre', un mix giusto e perfetto è quello che serve a noi per selezionare il candidato giusto ed avviare missioni per studiarne la superficie. Per ora kepler-62f resta l'unico candidato a soddisfare le nostre esigenze di vita: con mari, oceani e atmosfera, potremmo sperare in una possibile seconda casa umana, o così almeno dovrebbe andare. Gli studi continueranno, altre sonde verranno lanciate nello spazio, la ricerca non si ferma qui.

Pubblicità