Lucas, Francesco, Nicholas e Giuseppe, quattro ragazzi poco più che ventenni, si sono resi protagonisti di un’azione vile e intrisa di orrore, nei confronti di un cane di nome Angelo, che non aveva mai fatto male a nessuno. I quattro questa estate, sono diventati tristemente famosi per aver  postato un video su Facebook che è diventato virale. Nel video viene ripreso Angelo un bellissimo cane bianco, che, viene torturato, impiccato ad un albero ed ucciso brutalmente a colpi di bastone e di pale.

 Angelo un cane molto docile, affettuoso e amichevole con tutti che viveva libero a Sangineto, nell’entroterra calabrese, ed era seguito da alcune volontarie. Il video in questione ha fatto arrabbiare ed indignare tantissime persone tant’è che sui social network sono nati gruppi come “L’Urlo di Angelo” per ricordare la povera vittima indifesa e  lo scorso luglio un nutrito numero di manifestanti si è recato a Sangineto, il paese dove vivono i quattro assassini del cane, per manifestare il proprio sdegno. Perfino la famosa trasmissione “Le Iene” è recentemente intervenuta con un servizio sul caso che è andato in onda ieri 24 ottobre.

 “Le Iene”a Sangineto per Angelo, il cane torturato e ucciso

Anche gli inviati della trasmissione “Le Iene”,  sono stati aggrediti, presi a male parole e  minacciati dallo zio di uno dei quattro ragazzi e da altre persone del luogo. L’inviata, nonostante gli assassini del cane Angelo sembrava fossero ben disposti a confrontarsi,  non ha potuto nemmeno parlare con i ragazzi, poichè la comunità omertosa di Sangineto, capeggiata dallo zio di uno dei ragazzi, si è opposta ad un confronto civile ed educato, tanto che la truppa è stata costretta a lasciare il paese scortata dai carabinieri.

Gli assassini del cane Angelo, potenzialmente pericolosi per la società

E’ scientificamente provato, anche dall OMS, l'organizzazione mondiale della sanità,  che le persone che ammazzano con crudeltà gli animali, come nel caso dei quattro ragazzi che hanno ucciso il cane Angelo, sono potenzialmente pericolose per la società poiché tali persone sono perfettamente in grado di uccidere e compiere indicibili nefandezze anche e soprattutto nei confronti delle persone più deboli e indifese.

Infatti, molto spesso, dietro a gesti simili spesso si celano delle vere e proprie psicopatologie il più delle volte dovute ad abusi, disagi e sofferenze passate.

I quattro ragazzi, sono al momento in attesa di giudizio e per il loro vile gesto, rischiano solo 18 mesi di carcere, troppo poco a mio parere, considerato il fatto che il carcere nemmeno lo vedranno. Infatti,  per le pene inferiori a sei anni, la legge prevede, a discrezione del giudice, o l’affidamento ai servizi sociali, come era avvenuto per Fabrizio Corona, per ben altri motivi, o gli arresti domiciliari.

Intanto  a Sangineto, alcuni gli abitanti, minimizzano il crudele assassinio di Angelo, un cane indifeso che non aveva fatto male a nessuno, giustificando il vile gesto con “ tanto ogni giorno muoiono persone”. Proprio questo è il problema, ormai ci sono persone talmente abituate alle brutture che fatti del genere diventano la normalità e non riescono nemmeno a capire quanto orrore e pochezza d’animo si celi dietro le loro azioni.

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