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Nel giorno dell'anniversario della strage di Lampedusa, numerose imbarcazioni hanno tentato di raggiungere la Sicilia partendo dalle coste del Nord Africa. Dopo una serie di giornate non adatte alla navigazione, gli scafisti hanno sfruttato le buone condizioni meteorologiche, attraversando il mar Mediterraneo a bordo di imbarcazioni precarie.

Nelle ultime 24 ore, 39 natanti tra cui barconi, gommoni e due zattere, sono stati recuperati mentre tentavano di attraversare il Mediterraneo in condizioni precarie. Il bilancio è di più di 6mila profughi salvati e 9 vittime. I profughi sono stati tratti in salvo dalla Guardia Costiera, dalla Marina Militare ed altre organizzazioni non governative che si occupano di aiutare i migranti.

Nove cadaveri sono stati recuperati durante le operazioni di salvataggio. Sette vittime si trovavano sulla stessa imbarcazione, mentre un'altra è stata trovata a bordo di uno dei gommoni. L'ultima vittima, dopo essere stata recuperata in gravi condizioni, è deceduta a bordo di un'unità navale della Guardia Costiera che stava cercando di trasportare l'uomo al centro medico. 

Tra le persone tratte in salvo ci sono anche un bambino di 8 anni e tre donne che, per via di una fuoriuscita di carburante, hanno subito gravi ustioni. Il bimbo e le donne sono stati trasportati d'urgenza da Medici senza Frontiere verso i più vicini ospedali italiani.

Quest'ondata di nuove imbarcazioni salpate dalle coste del Nord Africa è legata alle condizioni meteo favorevoli dopo diversi giorni in cui il maltempo ha reso impossibile la navigazione.

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Nello stesso giorno di 3 anni fa, morirono in un simile esodo ben 366 persone mentre tentavano di attraversare il Mediterraneo per raggiungere la Sicilia. Per ricordare l'avvenimento, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al sindaco di Castellammare del Golfo, Nicolò Coppola, sottolineando la responsabilità delle classi dirigenti e dichiarando che "Lo sconvolgente naufragio del 3 ottobre 2013, nel quale persero la vita 366 persone migranti, è una ferita aperta nella coscienza di ciascuno di noi e costituisce tuttora un monito per l'Europa intera".