Spaventoso incidente sul fiume Mosella in Germania vicino a Francoforte, accaduto ieri 02 Ottobre 2016 durante una competizione sportiva di Motonautica: il giovane campione italiano Massimo Rossi ha perso la vitadopo aver perso il controllo del suo scafo.

Traben-Trarbach: circuito stretto metà del consentito

L'incidente è avvenuto in un circuito pericolosissimo dove il giovane campione del mondo di origine venete, dopo essere letteralmente "volato", si è schiantato contro un albero.

Secondo molti Tecnici del settore, in Italia non sarebbe neanche stato dato il permesso di svolgere una competizione del genere, in quanto il tratto di gara presenta misure molto molto ridotte, soprattutto per la sicurezza dei Piloti ( per ora sono due i circuiti esteri presi di mira dalla Federazione italiana proprio per questo problema).

Sono stati inutili i soccorsi, il pilota è morto sul colpo.

Massimo Rossi, che correva con una licenza tedesca in quanto aveva firmato un contratto di lavoro in questo Paese, aveva iniziato bene la stagione, conquistando già due titoli mondiali, (uno ad agosto sempre in Germania ed uno qualche settimana fa precisamente il 4 settembre 2016 nella Repubblica Ceca).

Questo ragazzo "Figlio D'Arte" di papà Stefano, campione anch'esso in questo settore, e fratello di Chiara, che gareggia anche lei , dopo aver vinto le prime tre manche, si stava accingendo all'ultima gara della giornata, ma quest'ultima si è conclusa con la tragedia.

I genitori, che sono stati avvertiti immediatamente, sono partiti subito per raggiungere il luogo dell'incidente e per dare l'ultimo saluto al figlio.

Discussioni tra Federazioni

Forti le polemiche tra la Federazione Internazionale e quella italiana, tanto da annullare due incontri che dovevano svolgersi in questi giorni, proprio per tutelare i pilotiimpegnati in queste manifestazioni mondiali.

Ed è proprio dopo una lunga discussione e rassegne stampa che il presidente della FIM dichiara che all'estero i nostri piloti vanno nelle mani di veri e propri "macellai".