Ennesima bufera smuove il Campidoglio. Stavolta è toccato a Raffaele Marra, braccio destro dell'odierno sindaco di Roma, Virginia Raggi, nonché capo del personale del Campidoglio. Nello scorso novembre lo stesso era stato accusato di complotto con l'ex giunta Alemanno, dalla cui accusa si era difeso, dichiarandosi onesto nell'assegnazione di case per colmare l'emergenza abitativa. Di due giorni fa, invece, la nuova accusa è di corruzione. L'indagine è partita da lontano. L'ex compagna di Manlio Vitale, esponente della malavita capitolina, vicino alla Banda della Magliana, conosciuto nell'ambiente con il soprannome di "Er Gnappa", ha informato i Carabinieri dell'estorsione di cui era vittima l'imprenditore Sergio Scarpellini, noto beneficiario degli affitti d'oro di esponenti della Camera e del Senato.

Dando ascolto alla fonte, le forze dell'ordine hanno dato inizio ad un'indagine, per la quale hanno messo sotto controllo i cellulari dei rispettivi uomini. Dalle intercettazioni, tuttavia, è emerso un dato assai più rilevante. Pare che Raffaele Marra abbia avuto rapporti con l'imprenditore sopracitato, abusando della sua posizione per l'acquisto in maniera illecita di quella che sarebbe la sua abitazione, nella quale è stato poi arrestato. Si tratta di un'abitazione Enasarco, sita in Via dei Prati Fiscali, a Roma, comprata nel 2013 ed intestata a sua moglie, nonostante la stessa abiti dal 2015 a Malta.

L'ordine di arresto è stato emesso dal gip, Maria Paola Tomaselli, su richiesta della procura. Alle indagini, invece, hanno provveduto in primis le forze dell'ordine, poi il pubblico ministero Barbara Zuin ed il procuratore aggiunto Paolo Ielo, servendosi dell'Unità di informazioni finanziarie di Bankitalia.

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All'epoca dell'acquisto, l'abitazione è stata pagata tramite assegni circolari emessi dal costruttore per una somma di 367mila 850euro. Il denaro non è mai stato restituito e per questo è stato considerato il prezzo della corruzione.

Definito di " spiccata pericolosità sociale", Marra è stato carcerato presso l'istituto penitenziario di Regina Coeli. L'accusa nei suoi confronti è di aver beneficiato, per l'acquisto dell'immobile, di agevolazioni riservate agli inquilini, nonostante non ne fosse residente. Martedi mattina prima Scarpellini, riposto nello stesso carcere, poi Marra verranno interrogati per la ricostruzione dei fatti. L'avvocato di quest'ultimo ritiene che l'espressione "sono a disposizione" con cui, secondo le forze dell'ordine e la magistratura, l'imputato avrebbe espresso il suo consenso, in realtà era solo una forma di gentilezza, così espressa, dato che si tratta di un ex militare, abituato quindi ad un certo tipo di disciplina, seppur verbale.

Mentre Virginia Raggi ha sempre difeso e sostenuto Marra, Beppe Grillo ed alcuni esponenti del movimento hanno, sin da subito, tentato di metterla in guardia dallo stesso e suggeritole di allontanarlo dalla giunta.

L'accaduto si scontra con le indagini di Mafia Capitale, fortemente appoggiate ed incentivare dai Grillini. Il politico Ferrara, difronte ad un giornalista, pur di non esprimere il suo imbarazzo, alla richiesta di cosa pensa dell'accaduto, risponde che Marra era solo un esponente tecnico e subito potrà essere sostituito.