Questa è la storia di una donna che, suo malgrado, ha subito durante l'arco della sua esistenza, una serie di abusi e violenze. L'orco lo ha avuto sempre per anni in casa.

Si racconta così una donna cagliaritana oggi sessantenne

Una storia triste che, a tratti, sembrerebbe incredibile, ma che Maria Cristina Serci ha raccontato senza vergogna, ma certamente con la tristezza nel cuore. La donna ha premesso che, per dimenticare certi episodi, non sarebbe sufficiente nemmeno fare un elettroshock; perché certe ferite rimangono aperte a vita, nonostante si possano magari lenire. La donna dice di essere discesa negli inferi per ben tre volte, per poi uscirne con grande fatica.

Situazioni e momenti dolorosissimi che hanno segnato la sua esistenza in maniera indelebile.

Il padre per cercare di fargli dimenticare gli abusi, da lui perpetrati nei suoi confronti, l'aveva rinchiusa in una clinica psichiatrica. Fase che ovviamente non ha mai dato i frutti sperati dal genitore orco. A quattordici anni, Maria Cristina scivola in maniera inesorabile nell'anoressia, un problema a dir poco serio e talvolta, vera e propria motivazione che porta fino alla morte. Trascorre qualche anno e l'allora ragazza, appena 18enne, contrae una brutta malattia degenerativa. La sclerosi, infatti, 'accompagna ancora oggi, in un percorso di vita non semplice e travagliato. In seguito la donna si sposa a Cagliari ma la storia non finisce qui, visto che il marito la picchia.

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Insomma un'ennesimo periodo di violenze subite, dopo quelle del padre, quelle del marito.

Maria Cristina oggi dice di aver perdonato il padre, non ha dimenticato le violenze subite, ma ha deciso di fare un atto d'amore, il più alto di tutti. In questo modo dice di sentirsi più serena rispetto al passato, in maniera tale da affrontare la vita con qualche sorriso in più. La donna cagliaritana, vanta certamente un credito con la vita ed il suo gesto di perdono potrebbe essere un viatico per tutte coloro che sono rimaste vittima di azioni censurabili. La giustizia poi dovrebbe fare il suo corso, ma questo è un'altro discorso da sviluppare in altre sedi.